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La moneta nella Fontana di Trevi

Oggi chi visita Roma lancia una moneta nella Fontana di Trevi, di spalle, per assicurarsi di tornare. Più di un secolo fa si beveva la sua acqua, e poi, per farsela amica, si gettavano soldi nella vasca.

Che cosa può significare

Prima del lancio della moneta, a Roma contava l’acqua. «Chi vvie’ a Roma e assaggia l’acqua de Trevi ciarimane», chi viene a Roma e assaggia l’acqua di Trevi ci resta, diceva un proverbio raccolto da Zanazzo. Gli innamorati la usavano per gli addii: la sera prima della partenza di lui, la ragazza gli dava da bere a Trevi in un bicchiere nuovo e poi lo rompeva in cento pezzi. Rompere il bicchiere, a pensarci, poteva voler dire che quell’acqua e quella promessa non sarebbero servite a nessun altro. La moneta di oggi è la stessa promessa, fatta con un gesto più leggero.

A seconda di come l’hai visto

Di spalle, con la mano destra

Il gesto più diffuso oggi è lanciare la moneta di spalle, con la mano destra sopra la spalla sinistra, guardando poi dove cade. Chi lo fa, si dice, tornerà a Roma: una piccola promessa fatta alla città.

L’addio degli innamorati

Ai tempi di Zanazzo, quando un giovane doveva partire da Roma, la sera prima andava a Trevi con la fidanzata. Lei riempiva d’acqua un bicchiere nuovo, glielo faceva bere e poi lo spezzava, augurandogli di ricordarsi di lei come ci si ricorda di quell’acqua, e di tornare presto.

Sassolini invece di monete

Nel 1886 Ferraro notava che i forestieri gettavano sassolini nella Fontana di Trevi come saluto a quella fonte, e ricordava che gli antichi Romani gettavano monete e sassolini nelle acque per propiziarsi le divinità che le abitavano.

Perché succede in natura

Le monete lanciate nella Fontana di Trevi vengono raccolte regolarmente dagli addetti di Acea e passano alla Caritas di Roma, che le usa per aiutare chi è in difficoltà: nel 2022 se ne sono raccolti oltre 33.000 chili, per più di 1,4 milioni di euro. L’acqua della fontana arriva dall’Acqua Vergine, un acquedotto di età romana.

Che cosa dicono le credenze popolari

Roma

A Roma si diceva: «Chi ha bbevuto l’acqua de Trevi nun se ne scorda» e «Chi vvie’ a Roma e assaggia l’acqua de Trevi ciarimane». Ogni forestiero andava a berla per tornare a Roma, e dopo averla bevuta, per farsela amica, gettava soldi nella vasca.

Fonte: Giggi Zanazzo, Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma (1908), p. 256–257. Vedi la pagina

Roma

A Roma, quando un giovane innamorato doveva partire, la sera prima andava con la ragazza a Fontana di Trevi: lei gli dava da bere l’acqua in un bicchiere nuovo e poi lo rompeva in cento pezzi, perché si ricordasse sempre di lei e tornasse presto.

Fonte: Giggi Zanazzo, Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma (1908), p. 257. Vedi la pagina

Roma

Nel 1886 Ferraro scriveva che i Romani del suo tempo vedevano i forestieri gettare sassolini nella Fontana di Trevi come saluto a quella fonte, così come gli antichi Romani gettavano sassolini e monete nei fiumi e nelle fonti.

Fonte: Giuseppe Ferraro, Superstizioni, usi e proverbi monferrini (1886), p. 36. Vedi la pagina

Roma (usanza dei visitatori)

Chi visita la Fontana di Trevi, secondo l’usanza raccontata ai turisti, lancia una moneta oltre la spalla nella vasca, perché il destino lo riporti a Roma.

Fonte: Maggie Zito (USC Digital Folklore Archives), Trevi Fountain (2026), folklore.usc.edu. Vedi la pagina

Per riflettere

Quale luogo ti ha fatto promettere di tornare, e quella promessa l’hai mantenuta?