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Venerdì 17

In Italia, più del venerdì 13, si teme tradizionalmente il venerdì 17. In Sicilia, scriveva Pitrè, il 17 «suona disgrazia»: c’era chi non abitava volentieri al civico 17 e chi, nelle lettere, ometteva la data.

Che cosa può significare

Pitrè conosceva persone che, dovendo dettare una lettera il giorno 17, preferivano non scrivere la data. È un gesto piccolo e rivelatore: invece di affrontare il numero, lo si fa sparire dal foglio. Molte paure funzionano così: le si aggira invece di guardarle in faccia. Sul calendario un venerdì 17 è un giorno come gli altri, pieno di cose ordinarie: a dargli un peso diverso resta solo la data che si esita a scrivere.

A seconda di come l’hai visto

Un impegno importante proprio quel giorno

In Sicilia nessuno voleva cominciare qualcosa di importante il diciassettesimo giorno del mese. Se ti tocca firmare, partire o cominciare proprio allora, puoi notare quanto la data pesi nei pensieri e quanto poco nei fatti.

Il numero 17 sulla porta

Abitare al civico 17 non piaceva a molti siciliani di fine Ottocento. Una casa resta quello che è, con i suoi vicini e la sua luce, e il numero sulla porta non cambia la vita di chi ci entra.

Il venerdì come giorno di partenza

In Terra d’Otranto i contadini evitavano di mettersi in viaggio o di cominciare un lavoro nuovo di venerdì. Unire la diffidenza per il giorno a quella per il numero dà al venerdì 17 il suo doppio peso.

Perché succede in natura

Non c’è alcun legame dimostrato tra una data e ciò che accade. Notiamo e ricordiamo meglio gli imprevisti che cadono in un giorno già carico di attese, e dimentichiamo quelli dei giorni qualunque. L’Accademia della Crusca registra anche un nome per questa paura: eptacaidecafobia, la fobia del numero 17.

Che cosa dicono le credenze popolari

Sicilia

In Sicilia si diceva che il numero 17 «suona disgrazia»: si abitava malvolentieri in una casa con il civico 17, nessuno voleva cominciare cose importanti il 17 del mese e alcuni, dettando una lettera quel giorno, omettevano la data.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. IV (1889), p. 274–275. Vedi la pagina

Terra d’Otranto (Puglia)

In Terra d’Otranto il venerdì era considerato il giorno fatale della settimana: i contadini evitavano di partire e di cominciare un lavoro nuovo, e donne e ragazze non si pettinavano.

Fonte: Giuseppe Gigli, Superstizioni, pregiudizi e tradizioni in Terra d’Otranto (1893), p. 21. Vedi la pagina

Per riflettere

Quale data, parola o appuntamento eviti di nominare, e che cosa succederebbe se ne parlassi come di una cosa qualunque?