La notte di San Lorenzo
La notte di San Lorenzo cade il 10 agosto. In Abruzzo, a Ortona e a Vasto, le stelle cadenti erano chiamate le lacrime del santo, morto sulla graticola: un dolore antico che ogni estate tornava a cadere dal cielo.
Che cosa può significare
A Ortona e a Vasto le stelle cadenti di agosto erano le lacrime di San Lorenzo: un nome che dà a un fenomeno astronomico il volto di una storia. Oggi la notte del 10 agosto si passa sdraiati sull’erba, ad aspettare. A volte ne passano molte, a volte nessuna per lunghi minuti, e l’attesa diventa parte della serata quanto le stelle. In una notte così si capisce che guardare il cielo è già il motivo per cui si è usciti, anche quando le stelle tardano.
A seconda di come l’hai visto
Sdraiati in un prato
Gli occhi impiegano una ventina di minuti ad abituarsi al buio, e solo allora il cielo si riempie davvero. È uno dei pochi spettacoli che premiano chi rinuncia per un po’ allo schermo del telefono.
Il 10 agosto senza stelle
Il massimo delle Perseidi cade di solito qualche notte dopo il 10 agosto, intorno al 12 e al 13. Chi resta a mani vuote la sera di San Lorenzo può riprovare nei giorni seguenti: la data della festa e quella del cielo non coincidono del tutto.
Un foglio sul davanzale
A Vasto si lasciava sul davanzale, per tutta la notte di San Lorenzo, un foglio di carta o un panno di lino, e il mattino dopo ci si cercava sopra un velo di cenere. In una notte passata a guardare in alto, era un modo di raccogliere qualcosa anche a portata di mano.
Perché succede in natura
Le Perseidi sono uno sciame di meteore prodotto dai detriti della cometa Swift-Tuttle. Ogni anno, tra fine luglio e la seconda metà di agosto, la Terra attraversa quella scia e le stelle cadenti aumentano, con il massimo intorno al 12 e al 13 agosto. Il 10 agosto, festa di San Lorenzo, cade poco prima del picco.
Che cosa dicono le credenze popolari
Abruzzo
In Abruzzo, a Ortona a mare e a Vasto, si diceva che le stelle cadenti fossero le lacrime di San Lorenzo, morto arrostito sulla graticola.
Fonte: Gennaro Finamore, Credenze, usi e costumi abruzzesi (1890), p. 50. Vedi la pagina
Abruzzo
A Lanciano si diceva che nel giorno di San Lorenzo, dovunque si scavasse, anche nei vasi da fiori, si trovassero carboni; a Caramanico e a Teramo bisognava scavare prima che spuntasse il sole.
Fonte: Gennaro Finamore, Credenze, usi e costumi abruzzesi (1890), p. 173. Vedi la pagina
Vasto (Abruzzo)
A Vasto, nella notte di San Lorenzo, si lasciava sul davanzale un foglio di carta o un panno di lino: si diceva che il giorno dopo ci si trovasse sopra della cenere, e che chi guardava bene ne vedesse anche sui fiori delle finestre.
Fonte: Gennaro Finamore, Credenze, usi e costumi abruzzesi (1890), p. 173. Vedi la pagina
Per riflettere
Quale attesa della tua vita ha valore anche quando non porta subito qualcosa da raccontare?