Everyday Omens

Vedere una stella cadente

In Sicilia, davanti a una stella cadente, non si esprimeva un desiderio per sé: le si augurava «A bon locu vaja!», che vada in un buon posto. A Siculiana, poi, non la si indicava con il dito.

Che cosa può significare

Nelle credenze siciliane raccolte da Pitrè la stella che corre non riceveva richieste. Riceveva un augurio, detto sottovoce: «A bon locu vaja!», che vada in un buon posto. Si credeva perfino che rispondesse dall’alto. Invece di chiedere qualcosa per sé, si accompagnava chi passava. Quel saluto trasformava un attimo di luce in un pensiero per qualcun altro.

A seconda di come l’hai visto

In una sera qualsiasi

Le stelle cadenti non sono solo quelle della notte di San Lorenzo: in ogni notte serena qualcuna attraversa il cielo da sola, fuori dagli sciami. Vederne una per caso, rientrando a casa, è un regalo per chi in quell’istante aveva alzato gli occhi.

Senza indicarla

A Siculiana era sacrilegio indicare la stella con il dito, e l’augurio andava detto sottovoce. Alcuni incontri si godono meglio in silenzio, senza il bisogno di mostrarli subito a qualcuno.

Una pioggia di stelle

La sera del 27 novembre 1885 il cielo di Palermo si riempì di stelle filanti, e il popolo le credette le anime dei morti del colera appena passato. Era una pioggia di meteore legata ai resti di una cometa. Davanti a ciò che è troppo grande, cerchiamo spesso una spiegazione che ci riguardi.

Perché succede in natura

Le stelle cadenti sono granelli di polvere spaziale che entrano nell’atmosfera ad altissima velocità e si incendiano a decine di chilometri d’altezza. Quando la Terra attraversa la scia lasciata da una cometa se ne vedono molte, come durante le Perseidi d’agosto. Un cielo buio, lontano dalle luci, permette di vederne di più.

Che cosa dicono le credenze popolari

Sicilia

In Sicilia la stella filante che corre e si spegne era creduta l’anima di un ucciso diretta al suo luogo; le si augurava «A bon locu vaja!» (Palermo) o «Stidda a bon sarvu!», e si diceva che la stella rispondesse dall’alto.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 9–10. Vedi la pagina

Baucina (Sicilia)

A Baucina le stelle filanti erano indizio di future disgrazie.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 9. Vedi la pagina

Per riflettere

A chi augureresti buon viaggio stasera, se una stella passasse proprio adesso?