Sposa bagnata, sposa fortunata
Oggi si dice «sposa bagnata, sposa fortunata», ma nell’Ottocento si diceva quasi il contrario: in Sicilia la pioggia sulle nozze era un pessimo augurio, in Friuli la sposa avrebbe pianto, a Lanciano e nelle Marche la si prendeva in giro.
Che cosa può significare
A Lanciano, se pioveva sul corteo nuziale, si diceva che la sposa fosse golosa, e a Vasto che avesse leccato il paiolo della polenta; nelle Marche la si prendeva in giro allo stesso modo. Per siciliani e friulani la pioggia era addirittura un cattivo presagio. Il proverbio di oggi, «sposa bagnata, sposa fortunata», sembra aver rovesciato tutto e trasformato la presa in giro in una consolazione. È un buon esempio di come una comunità possa cambiare il modo di guardare un contrattempo: la pioggia resta la stessa, cambia la frase che si dice alla sposa sotto l’ombrello.
A seconda di come l’hai visto
Un acquazzone all’uscita dalla chiesa
È il momento in cui la frase arriva quasi sempre, detta da un parente o da un’amica. Nelle Marche dell’Ottocento, invece, si diceva per scherzo che la sposa avesse ripulito il paiolo della polenta, e si compativa con ironia il pretendente rimasto a mani vuote.
Pioggia il giorno prima
Nelle campagne marchigiane contava anche la pioggia della vigilia: bastava quella perché la sposa diventasse il bersaglio delle battute. Sembra che fosse uno scherzo affettuoso, parte della festa.
Le lacrime della sposa
Per i friulani la sposa bagnata dalla pioggia avrebbe dovuto piangere; altri prevedevano sposi golosi, mentre col bel tempo avrebbero regalato agli ospiti tutti i loro confetti.
Perché succede in natura
La pioggia nel giorno delle nozze è una semplice questione di tempo atmosferico, e in quasi tutta la penisola un acquazzone è possibile in ogni stagione. Il disagio è concreto, tra abiti, acconciature e cerimonie all’aperto, ed è proprio per questo che sono nate frasi fatte per sdrammatizzare.
Che cosa dicono le credenze popolari
Sicilia
In Sicilia si riteneva cattivissimo augurio per i novelli sposi che piovesse il giorno delle nozze, e da questo pregiudizio si faceva derivare una canzonetta infantile sulla pioggia.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 50. Vedi la pagina
Friuli
In Friuli era cattivo augurio per una sposa se pioveva il giorno delle nozze: si diceva che avrebbe dovuto piangere, oppure che gli sposi sarebbero stati golosi, mentre con il bel tempo avrebbero regalato agli invitati tutti i loro confetti.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 86. Vedi la pagina
Abruzzo
A Lanciano, se pioveva sul corteo nuziale, si diceva che la sposa fosse golosa; a Vasto si diceva che, dopo aver fatto la polenta, avesse leccato il paiolo.
Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 45. Vedi la pagina
Marche
Nelle Marche, se pioveva il giorno delle nozze o il giorno prima, si prendeva in giro la sposa dicendo che aveva ripulito e mangiato la crosta di polenta rimasta nel paiolo, e si compativa con ironia il pretendente respinto.
Fonte: Domenico Spadoni, Alcune costumanze e curiosità storiche marchigiane (1899), p. 34. Vedi la pagina
Per riflettere
Quale frase ti ha consolato in una giornata andata diversamente dal previsto?