Albero di fico vicino a casa
In Sicilia chi dormiva sotto un fico nelle ore più calde poteva fare strani incontri: ad Avola, si diceva, una figura con un coltello in mano, a Montevago le fate con i loro doni. Il fico, poi, sembra non fiorire mai.
Che cosa può significare
Del fico si diceva che non fiorisse, e chiunque abbia un albero in giardino sa che i suoi fiori non si vedono mai. In realtà ci sono, e sono tantissimi: stanno chiusi dentro quello che chiamiamo frutto, una specie di sacchetto carnoso che li protegge fino alla maturazione. Il fico fiorisce di nascosto, all’interno. Chi aspetta di vedere i fiori resta deluso; chi aspetta i frutti, a fine estate, li trova.
A seconda di come l’hai visto
Un pisolino all’ombra, a mezzogiorno
Ad Avola si raccontava che a chi dormiva sotto un fico nelle ore più calde comparisse una «Donna di casa» vestita da monaca, con un coltello in mano, e gli chiedesse se lo volesse per la punta o per il manico: chi sceglieva il manico avrebbe avuto gran fortuna. A Montevago, più gentilmente, le fate scendevano a baciare chi dormiva e a riempirlo di doni.
Nato in una crepa del muro
Il fico cresce volentieri tra le pietre, sui muri e vicino ai pozzi, perché le radici cercano l’acqua in profondità e si infilano nelle fessure. Una pianticella di fico spuntata da un muro, con il tempo, può diventare un albero.
Legna che fa fumo
Per i siciliani il legno di fico non era buono da bruciare e faceva molto fumo, e i proverbi ne ridevano: «Vuoi far disperare la moglie? Portale legna di fico». I rami potati, insomma, era meglio usarli in altro modo.
Perché succede in natura
Il fico (Ficus carica) produce un falso frutto, il siconio: un ricettacolo carnoso che racchiude all’interno centinaia di minuscoli fiori, invisibili dall’esterno. In alcune varietà i fiori sono raggiunti da un imenottero di pochi millimetri che entra da un forellino; molte varietà coltivate maturano anche senza. Il lattice bianco dei rami e delle foglie può irritare la pelle.
Che cosa dicono le credenze popolari
Avola (Sicilia)
Ad Avola si diceva che non fosse prudente dormire sotto un fico nelle ore più calde d’estate: compariva una «Donna di casa» in abito di monaca con un coltello in mano e chiedeva se lo si volesse per la punta o per il manico; a chi sceglieva il manico sarebbe venuta gran fortuna.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 244. Vedi la pagina
Montevago (Sicilia)
A Montevago si diceva che chi dormiva sotto il fico fosse gradito alle fate, che scendevano a baciarlo, ad arricchirlo di doni e a renderlo fortunato.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 244. Vedi la pagina
Sicilia
In Sicilia si diceva che il legno del fico non fosse buono da bruciare e mandasse molto fumo, e un proverbio consigliava ironicamente di portare legna di fico alla moglie per farla disperare.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 244. Vedi la pagina
Per riflettere
Quale tua qualità fiorisce dentro, dove gli altri non la vedono?