Il topolino dei denti
In Friuli, per convincere i bambini a lasciarsi togliere i denti da latte, si diceva che sarebbe venuto il topo a prenderli. Il dente si nascondeva in un buco del muro, e al suo posto i genitori lasciavano una moneta o qualche confetto.
Che cosa può significare
Nel racconto di Ostermann c’è un dettaglio che si dimentica facilmente: il regalo del topolino lo mettevano i genitori, di nascosto, nel buco del muro dove il bambino aveva infilato il dente. La magia funzionava perché qualcuno lavorava in silenzio, di notte, e non chiedeva nulla in cambio. Il topolino dei denti è una delle prime storie in cui un bambino scopre che le cose belle arrivano anche per mano di altri.
A seconda di come l’hai visto
Il primo dente che dondola
Il primo dente da latte cade di solito verso i sei anni, e con lui arriva la domanda sul topolino. In Friuli la promessa della sua visita serviva proprio a convincere i bambini a lasciarselo togliere.
Sotto il cuscino
Oggi il dente si mette quasi sempre sotto il cuscino; in Friuli lo si nascondeva in un foro della parete, il posto dove un topo passa davvero. Al mattino, al suo posto, c’era una moneta o un cartoccino di confetti.
Denti rovinati
A Marsala, a un bambino con i denti guasti si chiedeva per scherzo: «Chi ti l’arrusicaru li surci?», chi te li ha rosicchiati, i topi? Era la battuta rovesciata dello scambio con il topolino, che per i bambini marsalesi era un animale benefico.
Perché succede in natura
I denti da latte cominciano a cadere intorno ai sei anni, quando spingono i denti definitivi, e l’ultimo cade verso i dodici. Il topo, a cui il dente veniva affidato, è un roditore: i suoi incisivi crescono per tutta la vita. L’usanza di lasciare in cambio una moneta o un dolce trasforma un distacco in una festa.
Che cosa dicono le credenze popolari
Friuli
In Friuli, per invogliare i bambini a lasciarsi togliere i denti da latte, si diceva loro che sarebbe venuto il topo a prenderli; i bambini li nascondevano in un foro del muro e i genitori li sostituivano con una moneta o un cartoccio di confetti, portato in regalo dal topolino.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 283. Vedi la pagina
Marsala (Sicilia)
A Marsala il topo era per i bambini un animale benefico: gli si conservavano i denti estratti e in cambio arrivavano dolci e denaro. Per questo a un bambino con i denti guasti si diceva «Chi ti l’arrusicaru li surci?».
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 436. Vedi la pagina
Per riflettere
Chi, nella tua infanzia, ha fatto per te piccole magie di nascosto, e lo hai mai ringraziato?