Vedere una colomba bianca
In Sicilia la colomba era simbolo di candore e innocenza, e a Ciminna la si diceva benedetta da Dio per il ramoscello d’ulivo portato all’Arca. In Friuli era un uccello di buon augurio.
Che cosa può significare
La colomba bianca porta con sé l’immagine più mite che ci sia, eppure un proverbio siciliano trascritto da Pitrè la rovescia: «Cui si fa palumma lu spriveri si la mancia», chi si fa colomba se lo mangia lo sparviero. Non è un invito alla durezza. È un avvertimento sul candore senza attenzione, quello di chi si espone senza guardarsi intorno. Nella stessa isola la colomba era simbolo di innocenza, e a Ciminna la si diceva benedetta per il ramoscello d’ulivo: la tradizione teneva insieme l’ammirazione per la mitezza e la prudenza di chi sa che non tutti ne avranno rispetto.
A seconda di come l’hai visto
Liberata a un matrimonio
Le colombe bianche che si fanno volare alle nozze sono di solito piccioni domestici selezionati per il colore, molti dei quali viaggiatori, capaci di tornare da soli alla loro colombaia. Il gesto è recente nelle cerimonie, ma riprende un simbolo antichissimo.
Una bianca tra i piccioni grigi
In città capita di vedere un piccione completamente bianco in mezzo agli altri: può essere un uccello domestico sfuggito o un individuo con poco pigmento. Per i friulani il colombo era un uccello fausto, una forma che nemmeno le streghe potevano prendere.
Silenzioso sul davanzale
Capita che un colombo bianco si posi sul davanzale e resti lì, senza un verso. Tra i proverbi siciliani sulla colomba ce n’era uno per chi non chiede: «Nun si pò sèrviri a palummi muti», non si possono servire colombi muti, cioè chi non dice ciò che vuole non ottiene nulla.
Perché succede in natura
Colomba e piccione sono in molti casi lo stesso uccello: il piccione di città discende dal piccione selvatico (Columba livia), e le colombe bianche sono razze domestiche selezionate per il piumaggio. Molte hanno un forte istinto a tornare alla colombaia, che le aiuta a orientarsi anche a grandi distanze. Si nutrono di semi e vivono bene vicino alle persone.
Che cosa dicono le credenze popolari
Ciminna (Sicilia)
A Ciminna si diceva che la colomba fosse benedetta da Dio perché durante il diluvio, mandata fuori dall’Arca come messaggera, era tornata con un ramoscello d’ulivo nel becco. In Sicilia era simbolo di candore e d’innocenza.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 381. Vedi la pagina
Sicilia
Un proverbio siciliano diceva della debolezza della colomba: «Cui si fa palumma lu spriveri si la mancia», chi si fa colomba se lo mangia lo sparviero. Un altro avvertiva che «nun si pò sèrviri a palummi muti»: chi non dice ciò che vuole non ottiene nulla.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 381. Vedi la pagina
Friuli
In Friuli i colombi erano di buon augurio quando venivano a nidificare negli orti.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 244–245. Vedi la pagina
Per riflettere
Dove la tua mitezza ti protegge, e dove invece ti lascia senza difese?