Tortora sul balcone
Per i friulani le tortore che venivano a fare il nido vicino a casa portavano bene. Un canto popolare di Acireale descriveva la tortorella rimasta senza compagno che vagava piangendo per la campagna.
Che cosa può significare
Un canto di Acireale raccolto da Pitrè descrive la tortorella che perde il compagno: se ne va verso un luogo verde, passa sull’acqua, prima la intorbida e poi ne beve un poco, e va piangendo per tutta la campagna. È un’immagine precisa del lutto: perfino ciò che dovrebbe dissetare sembra torbido, eppure la tortora beve lo stesso, un sorso alla volta. Le tortore che oggi tubano in coppia sui balconi, sempre insieme, rendono quel canto ancora più comprensibile.
A seconda di come l’hai visto
Una coppia sulla ringhiera
Le tortore dal collare vivono quasi sempre in coppia e si posano insieme su ringhiere e antenne, tubando a turno. Se una coppia sceglie il tuo balcone per il nido, vale ciò che i friulani dicevano delle tortore negli orti: un buon segno per la casa.
Il nido in un vaso
Capita di trovare un nido di rametti in un vaso o su una mensola del balcone: le tortore costruiscono nidi leggeri e possono covare più volte all’anno. Se il nido è attivo, è meglio lasciarlo stare finché i piccoli non sono volati via.
Il verso al mattino presto
Il richiamo in tre note della tortora dal collare si sente già all’alba, ripetuto a lungo. Per molti è il suono stesso delle mattine d’estate in città.
Una tortora sola
Una tortora che resta a lungo da sola sul balcone fa pensare al canto siciliano della tortorella «scompagnata». Molte volte, in realtà, il compagno sta covando poco lontano: i due si danno il cambio sulle uova.
Perché succede in natura
In città la tortora più comune è la tortora dal collare (Streptopelia decaocto), riconoscibile dal mezzo collare nero sul collo: nel Novecento si è diffusa in tutta Europa partendo dai Balcani. Nidifica su alberi, grondaie e balconi, anche più volte in un anno. La tortora selvatica, più colorata, è invece migratrice e passa l’estate nelle campagne.
Che cosa dicono le credenze popolari
Friuli
In Friuli si consideravano di buon augurio le tortore che sceglievano gli orti per fare il nido, come i colombi e gli usignoli.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 244–245. Vedi la pagina
Acireale (Sicilia)
Un canto popolare di Acireale diceva che, quando la tortorella restava scompagnata, se ne andava verso un luogo verde, passava sull’acqua, prima la intorbidava e poi ne beveva un poco, e andava piangendo per tutta la campagna.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 382. Vedi la pagina
Per riflettere
Quando ti manca qualcuno, che cosa riesce comunque a darti un sorso di conforto?