Vedere un’upupa
In Friuli l’upupa era considerata uno degli uccelli più belli della regione, ma anche di cattivo augurio per il suo verso lugubre. Sugli alpeggi, sentirla tre sere di seguito faceva temere per le mucche.
Che cosa può significare
Ostermann la descrive con una contraddizione: è tenuta per uno dei più begli uccelli del Friuli, eppure è creduta di cattivo augurio per il suo canto. La cresta a ventaglio e le ali a strisce non bastavano a salvarle la reputazione, decisa tutta dalla voce. Capita lo stesso alle persone giudicate da un solo tratto, magari il più rumoroso, mentre tutto il resto resta in ombra.
A seconda di come l’hai visto
Con la cresta aperta
L’upupa apre la cresta a ventaglio quando è sorpresa o agitata, e la richiude subito dopo. Vederla spiegata è un attimo raro: un animale che, per un istante, mostra tutto quello che ha.
Il richiamo che le dà il nome
Il verso dell’upupa è un «up-up-up» basso e ripetuto, da cui viene il suo nome. Sugli alpeggi friulani, se lo si sentiva per tre sere vicino alla casera, si temeva che una mucca precipitasse. In realtà è il richiamo territoriale del maschio, che si sente soprattutto in primavera.
In primavera, appena tornata
L’upupa arriva dall’Africa in primavera e riparte a fine estate. Vederla di nuovo nei campi, mentre cerca insetti con il lungo becco ricurvo, segna il ritorno della bella stagione quanto una rondine.
Perché succede in natura
L’upupa (Upupa epops) è un uccello migratore che arriva in Italia in primavera e riparte a fine estate. Frequenta campagne, frutteti e prati, dove cerca insetti nel terreno con il becco lungo e ricurvo. Nidifica in cavità di alberi e muri, e i piccoli si difendono con secrezioni maleodoranti.
Che cosa dicono le credenze popolari
Friuli
In Friuli l’upupa, tenuta tra i più begli uccelli della regione, era creduta di cattivo augurio per il suo lugubre verso notturno; sugli alpeggi, se la si sentiva per tre sere vicino alla casera, si credeva che qualche mucca sarebbe precipitata.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 264. Vedi la pagina
Friuli
In Friuli il canto dell’upupa, come quello della civetta, del barbagianni e degli altri uccelli notturni, era tra gli avvenimenti che predicono disgrazie.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 692. Vedi la pagina
Per riflettere
Quale tuo lato fa più rumore degli altri agli occhi di chi ti conosce poco?