Everyday Omens

Rondine che entra in casa

In Friuli la rondine era un animale di ottimo augurio, e si consideravano fortunate le case dove faceva il nido. A Naro e a Piazza Armerina chi la catturava le legava al piede un nastrino con il proprio nome e la lasciava libera.

Che cosa può significare

In Friuli, dove la rondine era «di ottimo augurio», un proverbio teneva anche i piedi per terra: «Une sisile no fâs istât», una rondine non fa l’estate. È la versione friulana del detto che in italiano parla di primavera. Una rondine che entra dalla finestra è un incontro bello e raro, ma resta un incontro. La tradizione stessa, mentre celebrava l’uccello, avvertiva di non costruire troppo su un solo arrivo.

A seconda di come l’hai visto

Entrata dalla finestra aperta

Accade nella bella stagione, quando una rondine insegue gli insetti e sbaglia varco. Spegnere le luci e lasciare aperta una sola finestra, la più luminosa, di solito basta perché ritrovi l’uscita. A Naro e a Piazza Armerina non la si toccava, perché la si credeva benedetta da Dio.

Il nido sotto la grondaia

Per i friulani erano fortunate le case dove le rondini andavano a nidificare, e distruggere un nido voleva dire tirarsi addosso malanni. Oggi le norme europee sulla tutela degli uccelli vietano di distruggere i nidi, e chi ne ha uno sotto il portico può aspettare che la stessa coppia torni l’anno dopo.

Il nastrino con il nome

A Naro e a Piazza Armerina la rondine si catturava con un crine di cavallo, le si legava al piede un nastrino con il nome di chi l’aveva presa, la si baciava e la si lasciava andare. Un’usanza da non ripetere: oggi le rondini sono protette, e il modo migliore di salutarle è guardarle ripartire.

Il cacciatore sfortunato

Nell’Acquese, a Carpeneto, si diceva che il cacciatore che uccideva una rondine non avrebbe fatto buona caccia per tutto il giorno. Il danno, nella credenza, ricadeva subito su chi l’aveva fatto.

Perché succede in natura

La rondine comune (Hirundo rustica) sverna in Africa, torna tra marzo e aprile e riparte verso sud alla fine dell’estate. Costruisce nidi di fango e paglia sotto tetti e portici e nelle stalle, e riusa volentieri quello dell’anno prima. Caccia insetti in volo e per questo può entrare nelle stanze, seguendo una preda o cercando riparo.

Che cosa dicono le credenze popolari

Naro e Piazza Armerina (Sicilia)

A Naro e a Piazza Armerina la rondine non si toccava, perché la si credeva benedetta da Dio; chi la prendeva le attaccava al piede un nastrino con il proprio nome, la baciava e la lasciava libera.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 382. Vedi la pagina

Friuli

In Friuli la rondine era un animale di ottimo augurio, e si consideravano fortunate le case dove andava a nidificare; chi ne distruggeva il nido si tirava addosso malanni, e a chi la uccideva moriva o si azzoppava la vacca. Si ripeteva anche «Une sisile no fâs istât».

Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 282. Vedi la pagina

Abruzzo

In Abruzzo si diceva che le rondini fossero di buon augurio.

Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 235. Vedi la pagina

Carpeneto d’Acqui (Piemonte)

A Carpeneto d’Acqui si credeva che il cacciatore che uccideva una rondine non avrebbe fatto buona caccia per tutto il giorno, e che chi ne disfaceva il nido avrebbe avuto disgrazie entro l’anno.

Fonte: Giuseppe Ferraro, Superstizioni, usi e proverbi monferrini (1886), p. 29. Vedi la pagina

Per riflettere

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