Geco in casa
Chi trova un geco in casa oggi si chiede soprattutto se porti fortuna. Nella Sicilia dell’Ottocento, invece, lo si temeva. Intanto lui fa una cosa sola: caccia insetti vicino alla luce.
Che cosa può significare
Pochi animali di casa hanno cambiato fama come il geco. Le raccolte siciliane di fine Ottocento lo descrivono come una presenza da tenere a distanza, mentre oggi c’è chi lo cerca in rete sperando che porti fortuna. Temuto o cercato, resta un coinquilino che conosciamo poco: vive a orari rovesciati rispetto ai nostri, esce quando si accendono le luci della sera e si ritira prima che ci si svegli.
A seconda di come l’hai visto
Vicino alla lampada, di sera
D’estate il geco si apposta accanto alle luci esterne e alle finestre illuminate, dove arrivano falene e zanzare. Resta immobile a lungo e poi scatta. Torna sera dopo sera alla medesima lampada, che difende come un territorio di caccia.
Sul soffitto, a testa in giù
Vederlo camminare sul soffitto sorprende sempre. Sotto le dita ha lamelle coperte di peli microscopici che aderiscono anche al vetro: per lui il soffitto è una parete come un’altra.
Con la coda spezzata o ricresciuta
Se si sente in pericolo, il geco può staccare la coda, che continua a muoversi per qualche istante e distrae il predatore. La coda ricresce, ma più corta e di colore diverso. Lasciare un pezzo per salvare il resto è una scelta drastica, ma a volte è proprio quella che permette di ripartire.
In camera da letto
Trovarlo vicino al letto mette a disagio, ma il geco evita le persone: cerca il riparo di un angolo buio e gli insetti della notte. Di solito se ne va da solo, come è entrato, da una fessura o da una finestra socchiusa.
Perché succede in natura
In Italia i gechi che si vedono di solito sui muri di casa sono la tarantola muraiola (Tarentola mauritanica) e il geco verrucoso (Hemidactylus turcicus). Sono attivi soprattutto di notte, cacciano gli insetti attirati dalle luci e non sono velenosi. Entrano in casa da fessure e finestre aperte.
Che cosa dicono le credenze popolari
Sicilia
In Sicilia il geco di casa, chiamato schirpiuni a Palermo, faceva paura: si credeva che, se orinava negli occhi di qualcuno, potesse accecarlo.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 355. Vedi la pagina
Salaparuta (Sicilia)
A Salaparuta, quando un geco compariva su una finestra, una porta o una parete, gli si sputava contro tre volte: si credeva che così perdesse ogni potere di fare del male.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 355. Vedi la pagina
Per riflettere
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