Vedere una salamandra
Un poeta siciliano del Cinquecento cantava la salamandra che si nutriva di fuoco e rinnovava la pelle tra le fiamme. In Friuli e nel Bellunese, invece, le salamandre servivano a prevedere la pioggia.
Che cosa può significare
A dispetto della sua fama, la salamandra è uno degli abitanti più fragili del bosco: ha la pelle sottile e umida, teme il sole e il secco, esce quasi solo con la pioggia. Eppure per secoli le è stata attribuita la resistenza più incredibile, quella al fuoco. Nel Bellunese la si immaginava entrare tra le fiamme senza bruciarsi, in Friuli spegnere il fuoco su cui veniva gettata. A un essere tanto delicato è toccata la leggenda dell’invulnerabilità. Succede anche tra le persone: a chi sembra tranquillo si chiede di reggere tutto, e pochi si accorgono di quanta cura gli serva per restare com’è.
A seconda di come l’hai visto
Sul sentiero dopo la pioggia
La salamandra pezzata esce nelle sere e nelle giornate umide, quando il terreno è bagnato: incontrarla mentre attraversa un sentiero dopo un acquazzone è l’occasione più frequente. Sui monti friulani si osservava la direzione: se le salamandre salivano verso l’alto, sarebbe arrivata altra pioggia; se scendevano, sarebbe tornato il sereno.
Nera e gialla, immobile
I colori vivaci sono un avvertimento per i predatori: la pelle produce sostanze irritanti. Per i friulani era velenosissima, al punto che toccarla avrebbe fatto venire vesciche. Non è pericolosa come si diceva, ma resta un animale da guardare senza prenderlo in mano: è anche protetto.
In una vasca o in uno stagno
Le «salamandre» che si vedono nuotare negli abbeveratoi e nelle pozze sono di solito tritoni: parenti stretti della salamandra, passano in acqua la stagione degli amori. In Friuli si raccontava che le salamandre d’acqua, messe sul fuoco, lo spegnessero.
Un nome strano: «slester»
A Carpeneto d’Acqui, nel Monferrato, la salamandra si chiamava «slester» ed era malvista; il popolo le attribuiva anche una vita lunghissima. Su questo, almeno, la credenza non si sbagliava di molto: in natura una salamandra può vivere più di vent’anni.
Perché succede in natura
In Italia la più conosciuta è la salamandra pezzata (Salamandra salamandra), nera a macchie gialle, che vive nei boschi umidi di collina e di montagna; sulle Alpi c’è anche la salamandra nera. È un anfibio notturno che caccia lombrichi, lumache e piccoli invertebrati e si muove soprattutto quando piove, perché ha bisogno di una pelle sempre umida. D’inverno si ripara sotto ceppi, sassi e muretti.
Che cosa dicono le credenze popolari
Sicilia
In Sicilia la credenza più comune sulla salamandra era quella cantata da un poeta del Cinquecento: si nutriva del fuoco, ne disprezzava il tormento e, mentre la pelle le bruciava a poco a poco, si rinnovava.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 368. Vedi la pagina
Belluno (Veneto)
Nel Bellunese si diceva che, quando si vedevano molte salamandre, il tempo si guastasse, e si credeva che entrassero nel fuoco senza bruciarsi.
Fonte: Angela Nardo Cibele, Zoologia popolare veneta, specialmente bellunese (1887), p. 129. Vedi la pagina
Friuli
Sui monti del Friuli si diceva che, quando le salamandre salivano verso l’alto, sarebbe venuta la pioggia, e che, se scendevano, sarebbe tornato o durato il sereno. Erano ritenute anche velenosissime: si diceva che bastasse toccarle per avere vesciche.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 271. Vedi la pagina
Friuli
In Friuli si diceva che le salamandre d’acqua, messe sul fuoco, lo spegnessero.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 279. Vedi la pagina
Carpeneto d’Acqui (Piemonte)
A Carpeneto d’Acqui le salamandre, chiamate «slester», erano malviste, e il popolo attribuiva loro una vita lunghissima.
Fonte: Giuseppe Ferraro, Superstizioni, usi e proverbi monferrini (1886), p. 30. Vedi la pagina
Per riflettere
Chi, intorno a te, sembra reggere tutto, e di che cosa avrebbe bisogno davvero?