Ragno porta guadagno
«Ragno porta guadagno», dicevano i veneziani, e anche a Roma il ragno prometteva guadagno. Per questo non si disfacevano le sue tele: nel Bellunese distruggerle in stalla portava malanno.
Che cosa può significare
A Roma si raccomandava di non molestare i ragni disfacendo le loro tele. Un consiglio così va contro ogni istinto di pulizia, e proprio per questo è interessante: accetta un angolo imperfetto in cambio di qualcosa che non si vede subito. Il ragno, del resto, lavora per la casa catturando mosche e zanzare. Non tutto ciò che sembra trascuratezza è inutile: quella tela, a fine estate, ha già fermato parecchi insetti.
A seconda di come l’hai visto
Ti cammina addosso
Nel Bellunese, se un ragno saliva addosso a una persona, le portava fortuna. Il primo istinto è scrollarselo via; il secondo, se arriva, è lasciarlo scendere da solo e notare che non è successo nulla.
La ragnatela in cantina o in stalla
Nelle stalle venete e friulane le ragnatele erano di buon augurio. Catturano gli insetti che tormentano gli animali: qui la credenza e l’utilità pratica vanno nella stessa direzione.
Un ragno grosso in autunno
Tra fine estate e autunno si vedono ragni domestici più grandi correre sul pavimento: di solito sono maschi in cerca di una compagna. Non è un’invasione, è una stagione.
Perché succede in natura
In casa vivono soprattutto ragni come la tegenaria e il folco, che tessono tele negli angoli e catturano mosche, zanzare e moscerini. Quasi tutti sono innocui per le persone. In autunno i maschi si spostano di più e si notano più facilmente.
Che cosa dicono le credenze popolari
Roma
A Roma si diceva: «Un ragno è segno di guadagno». Per questo non bisognava mai molestare i ragni disfacendo le loro tele.
Fonte: Giggi Zanazzo, Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma (1908), p. 170. Vedi la pagina
Veneto
I veneziani dicevano «ragno porta guadagno». Nel Bellunese si credeva che i ragni che salivano addosso a una persona le portassero fortuna, che le ragnatele rendessero fortunate le stalle e che distruggerle portasse malanno.
Fonte: Angela Nardo Cibele, Zoologia popolare veneta, specialmente bellunese (1887), p. 126. Vedi la pagina
Friuli
In Friuli i ragni nelle stalle erano tra gli animali di buon augurio.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 244. Vedi la pagina
Per riflettere
Dove pretendi un ordine perfetto, e dove un po’ di disordine sta lavorando per te?