Everyday Omens

Falena in casa

Un proverbio siciliano descrive la falena con precisione: gira tanto intorno alla candela che finisce per bruciarsi le ali. In Toscana, invece, le farfalline serali intorno al lume si chiamavano «fortune».

Che cosa può significare

«La farfalla tantu furia attornu a la cannila, sina chi s’abbrucia l’ali»: il proverbio siciliano non condanna la falena, ne descrive l’insistenza. Gira, torna, riprova, finché la stessa luce che la attira le fa male. Il paralume, di notte, mostra bene la differenza tra una luce che orienta e una luce che trattiene: la falena non riesce più a proseguire il suo volo.

A seconda di come l’hai visto

Intorno alla lampada del soggiorno

Le falene si avvicinano alla luce artificiale e non riescono più ad allontanarsene, girando in cerchio. In Toscana le farfalline che la sera svolazzavano intorno al lume si chiamavano «fortune»: un nome gentile per un ospite che di solito si scaccia.

Ferma sulla parete, di giorno

Molte falene passano il giorno immobili sui muri, con colori che imitano la corteccia o l’intonaco. Ferme di giorno si lasciano guardare da vicino: è il momento migliore per notare i disegni delle ali, invisibili mentre girano intorno alla lampada.

Nell’armadio, tra i vestiti

Le piccole tarme dei vestiti sono falene diverse da quelle della lampada: le loro larve si nutrono di lana. Trovarle tra i maglioni racconta più di un armadio rimasto chiuso a lungo che della sorte.

Perché succede in natura

Le falene sono farfalle notturne, molto più numerose delle specie diurne. La luce artificiale le disorienta: invece di proseguire il volo restano a girare intorno alla lampada. Di giorno molte si riposano su muri e tronchi, protette da colori mimetici.

Che cosa dicono le credenze popolari

Sicilia

Un proverbio siciliano diceva: «La farfalla tantu furia attornu a la cannila, sina chi s’abbrucia l’ali», cioè la farfalla gira tanto intorno alla candela che finisce per bruciarsi le ali.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 335. Vedi la pagina

Toscana

In Toscana si chiamavano «fortune» le farfalline che la sera svolazzavano intorno al lume.

Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 235. Vedi la pagina

L’Aquila (Abruzzo)

All’Aquila si diceva che la farfallina notturna che la sera veniva a svolazzare vicino a qualcuno o a posarglisi addosso fosse segno di buon augurio e di buone nuove.

Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 235. Vedi la pagina

Per riflettere

Intorno a che cosa continui a girare, e quella vicinanza ti scalda ancora o comincia a bruciare?