Everyday Omens

Pipistrello in casa

In gran parte della Sicilia il pipistrello era temuto, ma a Messina era di buon augurio: dove entrava portava ricchezza, e non andava ucciso. In Friuli lo si cacciava fuori con la scopa, senza fargli male.

Che cosa può significare

In mezzo a un’avversione quasi generale, Pitrè annota un’eccezione: a Messina il pipistrello entrato in casa portava ricchezza e prosperità, ed era proibito ucciderlo, soprattutto al padrone della casa in cui faceva il nido. Un’eccezione così ricorda che una paura condivisa quasi da tutti non è una legge: a volte basta un luogo, o una famiglia, che la pensi in un altro modo.

A seconda di come l’hai visto

Entra in camera d’estate

Nelle sere calde capita che un pipistrello giovane entri da una finestra aperta inseguendo le zanzare. In Friuli le donne si coprivano il capo, temendo che si attaccasse ai capelli. È un timore antico, ma infondato: il pipistrello, guidato dai suoi richiami, ti evita con precisione.

Appeso in un angolo, di giorno

Di giorno il pipistrello dorme a testa in giù, immobile, in un angolo buio. A Messina avrebbero detto che aveva scelto proprio la tua casa. È un ospite che chiede soltanto silenzio e buio fino al tramonto.

Stride più del solito

Per i friulani, quando i pipistrelli stridevano più del solito, il tempo stava per cambiare. Gran parte dei loro richiami è troppo acuta per il nostro orecchio: ciò che sentiamo è solo un frammento della loro conversazione.

Perché succede in natura

I pipistrelli italiani sono tutti insettivori e in una notte possono catturare centinaia di insetti. Si orientano con gli ultrasuoni e non si impigliano nei capelli. Sono animali protetti; d’estate i giovani, ancora inesperti, entrano facilmente nelle stanze dalle finestre aperte.

Che cosa dicono le credenze popolari

Messina

A Messina, al contrario del resto della Sicilia, il pipistrello era tenuto di buon augurio: dove entrava portava ricchezza e prosperità, ed era proibito ucciderlo, specialmente al padrone della casa in cui faceva il nido.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 473. Vedi la pagina

Messina

A Messina si diceva che il pipistrello fosse un topo vecchio che, quando non poteva più mangiare, metteva le ali e andava volando di notte.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 471. Vedi la pagina

Friuli

In Friuli il pipistrello, creduto un uccello, era di mal augurio: quando entrava in una stanza, per rompere il presagio bisognava cacciarlo fuori con la scopa, senza ucciderlo.

Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 265. Vedi la pagina

Per riflettere

Su che cosa la pensi diversamente da quasi tutti quelli che ti circondano, e da dove viene questa tua eccezione?