Lepre che attraversa la strada
In Friuli veder attraversare la strada da una lepre era di cattivo augurio, forse per un antico presagio latino. Si credeva anche che la lepre non vedesse gli oggetti che aveva proprio davanti agli occhi.
Che cosa può significare
Ostermann annota una credenza friulana che sembra uno scherzo e invece ha un fondo vero: la lepre non vedrebbe gli oggetti che stanno proprio di fronte a lei, a causa della posizione degli occhi. Ha gli occhi ai lati della testa e vede quasi tutto intorno, ma davanti al naso le resta un punto cieco. È un ritratto preciso di una condizione comune: accorgersi di tutto ciò che si muove ai margini e mancare la cosa che sta esattamente davanti. Una lepre ferma in mezzo alla strada, nella luce dei fari, ne è l’immagine più chiara.
A seconda di come l’hai visto
Nei fari, di sera
La lepre si muove soprattutto dal tramonto all’alba e taglia le strade di campagna correndo all’improvviso. Per i friulani vederla attraversare era un cattivo augurio; oggi è soprattutto un invito a rallentare, perché a volte si ferma abbagliata dalla luce.
Immobile in mezzo al campo
Prima di scappare, la lepre resta acquattata e immobile, affidandosi al colore del pelo che si confonde con la terra. In Sicilia era proverbiale per l’udito finissimo e per la timidezza: «cori di lebbru», cuore di lepre, voleva dire una persona timidissima.
Due lepri insieme
Un proverbio siciliano avvertiva: «Cui dui lebbri voli assicutari, l’unu e l’àutru veni a perdiri», chi vuole inseguire due lepri le perde tutte e due. In primavera capita davvero di vedere lepri che si rincorrono nei campi: sono i corteggiamenti.
Una lepre troppo grande
In Abruzzo si raccontava di una giovane che, fermatasi lungo la strada, si vide davanti un animale a forma di lepre ma molto più grosso, che la fissava immobile mentre lei non riusciva a parlare. Le storie di apparizioni sceglievano volentieri animali comuni, resi solo un po’ strani.
Perché succede in natura
La lepre europea (Lepus europaeus) vive nei campi aperti e nelle zone di collina, non scava tane e si difende con l’immobilità e con la corsa, che può superare i 60 chilometri orari. Gli occhi ai lati della testa le danno una visione quasi circolare, con un piccolo punto cieco proprio davanti. È attiva soprattutto all’alba, al tramonto e di notte.
Che cosa dicono le credenze popolari
Friuli
In Friuli si credeva che le lepri non vedessero gli oggetti che stavano loro proprio di fronte, per la disposizione degli occhi, e che veder attraversare la strada da una lepre fosse di cattivo augurio; si diceva anche che le lepri portassero le streghe alla tregenda.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 266. Vedi la pagina
Maruzzis (Friuli)
Nel 1600 una donna di Maruzzis fu processata dal Sant’Uffizio perché si vantava di andare a combattere con i benandanti a cavallo di una lepre.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 535. Vedi la pagina
Sicilia
In Sicilia la lepre era proverbiale per l’udito finissimo e per la timidezza: «cori di lebbru» voleva dire persona timidissima, e di chi era sicuro del fatto suo si diceva che sapeva dove dorme la lepre.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 434–435. Vedi la pagina
Abruzzo
In Abruzzo si raccontava di una giovane che, fermatasi lungo la strada per Chieti, si vide davanti un animale a forma di lepre ma molto più grosso, che la fissava immobile mentre lei non riusciva a parlare.
Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 107. Vedi la pagina
Per riflettere
Che cosa hai proprio davanti agli occhi, mentre guardi tutto il resto?