Serpente in giardino
Ad Acireale si risparmiavano i serpenti che vivevano nel rosmarino o vicino a una fontana: potevano essere reginelle incantate. Un serpente in giardino, nelle vecchie storie, aveva diritto al suo rifugio.
Che cosa può significare
La credenza di Acireale fissava una regola curiosa: i serpenti si uccidevano tutti, tranne quelli che abitavano nel cespuglio di rosmarino o accanto a una fontana. Un serpente inseguito che toccava il rosmarino era salvo. Al di là della durezza dell’epoca, resta l’idea che certi luoghi siano zona franca, dove anche chi fa paura ha diritto a restare. Un serpente tra le aiuole, di solito, cerca proprio questo: un angolo dove nessuno lo disturbi finché non si è scaldato abbastanza da ripartire.
A seconda di come l’hai visto
Tra le pietre al sole
I serpenti amano i muretti a secco e le pietre calde del mattino, dove si scaldano prima di muoversi. Vederne uno immobile al sole è vedere un animale che sta solo facendo il pieno di calore per la giornata.
Una biscia vicino all’acqua
Le bisce d’acqua frequentano stagni e fontane, dove cacciano rane e pesciolini. Ad Acireale proprio i serpenti vicino alle fontane erano risparmiati: un caso in cui la credenza proteggeva un animale innocuo.
Dopo aver visto un ramarro
Un detto romano avvertiva che, quando in campagna si vedeva un ramarro, subito dopo arrivava il serpente. È un detto che insegna a leggere gli indizi in sequenza, come si fa con il tempo che cambia.
Perché succede in natura
I serpenti che si incontrano più spesso nei giardini italiani sono colubri non velenosi, come il biacco, il saettone e le bisce d’acqua; esistono anche alcune specie di vipera. Tutti evitano le persone e si nutrono di roditori, lucertole o anfibi, che cacciano dopo essersi scaldati al sole.
Che cosa dicono le credenze popolari
Acireale (Sicilia)
Ad Acireale si credeva che le reginelle incantate, trasformate in serpi, si annidassero nel rosmarino: si uccidevano tutti i serpenti tranne quelli del rosmarino o di una fontana, e un serpente inseguito che toccava il rosmarino era salvo.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 251. Vedi la pagina
Acireale (Sicilia)
Ad Acireale le serpi incantate si chiamavano «sarudda» e, come le donne di fuora, non andavano uccise né a mezzogiorno né a mezzanotte.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 358. Vedi la pagina
Roma
A Roma si diceva che, quando in campagna si vedeva un ramarro, si poteva essere sicuri che dietro arrivasse il serpente.
Fonte: Giggi Zanazzo, Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma (1908), p. 152. Vedi la pagina
Per riflettere
Quale rifugio concedi agli altri, e quale ti serve per sentirti al sicuro?