Il pane che cade a terra
A Roma, quando un pezzo di pane cadeva per terra, bisognava raccoglierlo e baciarlo; se si era sporcato e non si poteva più mangiare, si buttava sul fuoco. In Abruzzo lo si raccoglieva subito e lo si baciava per rispetto.
Che cosa può significare
Nella regola romana c’è un passaggio che si ricorda meno del bacio: se il pane caduto si era sporcato e non si poteva più mangiare, si buttava sul fuoco. Non finiva tra i rifiuti. Anche quando non serviva più, aveva diritto a una fine dignitosa, coerente con il rispetto che gli si doveva. In Abruzzo il cibo si chiamava semplicemente «grazia di Dio», e ogni briciola contava. Il gesto di chi raccoglieva il pane e decideva con cura che cosa farne è una piccola scuola di attenzione verso ciò che ci nutre.
A seconda di come l’hai visto
Dal cestino al pavimento
Succede facilmente a tavola, soprattutto con i bambini: una fetta scivola giù. Capita ancora di vedere qualcuno che la raccoglie con un gesto rapido e la bacia, come facevano i romani e gli abruzzesi.
Una pagnotta intera che rotola
Quando cadeva un pane intero, gli abruzzesi lo raccoglievano subito: lasciarlo sul pavimento era una mancanza di rispetto, calpestarlo apposta la peggiore delle empietà.
Le briciole sotto il tavolo
In Abruzzo, nello spezzare il pane, si badava che non cadessero briciole per terra, perché calpestarle sarebbe stato peccato.
Perché succede in natura
Per secoli il pane è stato il cibo principale di quasi tutte le famiglie italiane, fatto in casa o al forno del paese con farina costosa e lavoro lungo. Sprecarne anche un pezzo significava buttare via fatica e denaro.
Che cosa dicono le credenze popolari
Roma
A Roma, quando un pezzo di pane cascava per terra, bisognava raccoglierlo e baciarlo, e se si era sporcato e non si poteva più mangiare si buttava sul fuoco.
Fonte: Giggi Zanazzo, Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma (1908), p. 227. Vedi la pagina
Abruzzo
In Abruzzo, quando il pane cadeva di mano o dalla tavola, era subito raccolto e, in segno di rispetto, baciato; posarlo a terra sarebbe stato un’irriverenza e calpestarlo di proposito la massima empietà.
Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 19. Vedi la pagina
Per riflettere
Che cosa butti via senza pensarci, che un tempo si sarebbe trattato con più rispetto?