Regalare coltelli
In Friuli non si regalavano aghi, forbici o coltelli, perché avrebbero tagliato l’amicizia, e in Sicilia non si donavano coltelli agli amici. In alcuni paesi d’Abruzzo, però, i coltellini erano un dono normale per la fidanzata.
Che cosa può significare
Le raccolte dell’Ottocento mostrano che un coltello regalato non aveva un solo significato. Tra amici, in Sicilia come in Friuli, era da evitare. In alcuni paesi d’Abruzzo, invece, forbici, agorai e coltellini erano un regalo del tutto normale per la fidanzata, e diventavano di cattivo augurio solo in certi casi o in altri villaggi. A dare un senso al dono era la relazione in cui entrava. È una buona lezione su tutti i regali, che parlano sempre anche di chi li fa, di chi li riceve e del momento in cui arrivano.
A seconda di come l’hai visto
Un set di coltelli da cucina
È uno dei regali più pratici per una casa nuova o per un matrimonio, eppure c’è sempre qualcuno che esita. Per i friulani aghi, forbici e coltelli donati avrebbero rotto l’amicizia, perché tagliano.
Rompere l’incantesimo
Per annullare il cattivo effetto di un dono tagliente, i friulani credevano che bastasse pungere prima con lo stesso oggetto la persona a cui era destinato. Il gesto, forse, trasformava il regalo in un piccolo patto tra i due.
Un regalo per la fidanzata
A Lanciano, a Gessopalena e a Città Sant’Angelo forbici, agorai e coltellini erano doni ordinari alla promessa sposa. A Fara Filiorum Petri e Sant’Eusanio del Sangro, invece, regalare alla sposa oggetti taglienti faceva temere liti.
Perché succede in natura
I coltelli sono stati a lungo oggetti di valore, fatti a mano e destinati a durare, e per questo erano regali importanti. Allo stesso tempo, la lama richiama il taglio e la separazione, e molte usanze di cortesia, come porgere un coltello dal manico, nascono dall’attenzione a non rivolgere la punta verso l’altro.
Che cosa dicono le credenze popolari
Sicilia
In Sicilia, come atti d’inimicizia e cause di futuri dissapori, non si regalavano agli amici coltelli, né cose da mangiare in numero dispari.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. II (1889), p. 367. Vedi la pagina
Friuli
In Friuli non si donavano aghi, forbici, coltelli o altri strumenti che tagliano o pungono, perché avrebbero rotto l’amicizia; per annullare l’effetto bastava pungere prima con l’oggetto la persona a cui era destinato.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 694. Vedi la pagina
Abruzzo
In Abruzzo forbici, agorai e coltellini erano doni ordinari alla fidanzata a Lanciano, a Gessopalena e a Città Sant’Angelo; a Vasto, se la sposa non era più una ragazza giovanissima, il dono diventava di cattivo augurio, e lei lo rifiutava.
Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 36. Vedi la pagina
Abruzzo
Nei paesi di Fara Filiorum Petri e di Sant’Eusanio del Sangro regalare alla sposa arnesi taglienti era di cattivo augurio, segno di liti.
Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 36. Vedi la pagina
Per riflettere
Quale regalo, fatto o ricevuto, diceva più di quanto volesse dire?