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Pane capovolto a tavola

In Abruzzo il pane capovolto non doveva stare né sulla tavola né nella madia, e i friulani evitavano di metterlo in tavola rovesciato per non attirare malanni. Ancora oggi c’è chi lo rigira senza pensarci, appena lo vede a pancia in su.

Che cosa può significare

Finamore spiega bene da dove nasce la regola: ogni pane ha una faccia di sopra e una di sotto, quella che ha poggiato sul fondo del forno. Metterlo con il fondo all’aria voleva dire capovolgerlo, e capovolto non doveva restare né in tavola né nella madia. Dietro la credenza si può leggere un’attenzione concreta: chi aveva impastato e cotto quel pane gli aveva dato un verso, e rimetterlo dritto era un modo di rispettarne il lavoro. Rigirare una pagnotta richiede un attimo, eppure dice a chi l’ha fatta che qualcuno ha notato la sua cura.

A seconda di come l’hai visto

Nel cestino al ristorante

Il pane servito a fette o a panini finisce facilmente alla rinfusa nel cestino. Capita che qualcuno al tavolo, senza dire nulla, rimetta dritta la pagnotta: un riflesso che viene da molte tavole di famiglia.

A casa, dopo averlo tagliato

Quando si taglia una pagnotta, è facile appoggiarla sul lato sbagliato. In Abruzzo il pane capovolto non doveva restare così né sul tavolo né nella madia: tornava subito con la crosta in alto.

Nella lista friulana

In Friuli il pane rovesciato in tavola stava in un elenco di piccole regole contro i malanni, insieme a quella di calzare per primo il piede sinistro. Erano gesti minuti, che accompagnavano la giornata.

Perché succede in natura

Il pane cotto in forno ha due facce diverse: quella superiore, più gonfia e dorata, e quella inferiore, più piatta, che ha poggiato sulla pietra o sulla teglia. Per questo una pagnotta ha un verso naturale, e capovolta tende a dondolare e a schiacciarsi sulla crosta. Il pane, per secoli alimento principale e fatto in casa, era trattato con un rispetto particolare.

Che cosa dicono le credenze popolari

Abruzzo

In Abruzzo si distingueva in ogni pane una faccia superiore e una inferiore, quella che aveva poggiato sul forno: se il pane stava capovolto non doveva restare così né sulla tavola né nella madia. Posarlo per terra era un’irriverenza.

Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 19. Vedi la pagina

Friuli

In Friuli, per evitare malanni, non si metteva in tavola il pane rovesciato.

Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 693. Vedi la pagina

Per riflettere

Quale gesto di cura fai per le cose che qualcun altro ha preparato per te?