Specchio rotto
A Roma uno specchio rotto annunciava una gran disgrazia, e un oggetto caduto di mano e andato in pezzi ne avrebbe chiamati altri due nella stessa giornata. Le raccolte citate qui non parlano di sette anni.
Che cosa può significare
Per i romani, quando un oggetto ti cadeva di mano e si rompeva, nella stessa giornata dovevano succedere per forza altri due guai. Chiunque abbia rotto un bicchiere sa come va: dopo il primo incidente le mani diventano più nervose e la fretta aumenta. Uno specchio in frantumi può essere il momento di rallentare, più che di contare i giorni di sfortuna. Il guaio successivo, molte volte, nasce proprio dall’agitazione lasciata dal primo.
A seconda di come l’hai visto
Cade dalla parete
In Friuli un quadro che cascava e uno specchio che si rompeva erano presagio di prossima sventura. Più prosaicamente, un chiodo che cede dopo anni ricorda che anche i sostegni che sembravano eterni hanno bisogno, ogni tanto, di uno sguardo.
Ti scivola di mano in bagno
Uno specchietto che scivola dalle mani bagnate è l’incidente domestico per eccellenza. A Girgenti era un malaugurio, a Roma l’inizio di una serie di tre. Raccogliere i pezzi con calma è già un modo per interrompere la serie.
Specchiarsi di notte
Un’antica credenza abruzzese avvertiva che chi si specchiava di notte avrebbe visto il diavolo nello specchio. In queste credenze lo specchio non si maneggiava mai alla leggera, perché restituisce ciò che non sempre si ha voglia di guardare.
Perché succede in natura
Gli specchi di una volta erano costosi e delicati, e romperne uno era un danno serio per una famiglia. Il vetro sottile si spezza facilmente se cade o se il supporto cede. Quanto alla serie di guai, tendiamo a collegare gli incidenti vicini nel tempo e a dimenticare le giornate in cui non succede nulla.
Che cosa dicono le credenze popolari
Roma
A Roma si diceva che a chi rompeva uno specchio doveva capitare di certo una gran disgrazia.
Fonte: Giggi Zanazzo, Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma (1908), p. 100. Vedi la pagina
Roma
A Roma si credeva che, se un oggetto qualsiasi cadeva di mano e si rompeva, nella stessa giornata ne dovessero seguire per forza altri due danni.
Fonte: Giggi Zanazzo, Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma (1908), p. 101. Vedi la pagina
Girgenti (Agrigento)
A Girgenti era malaugurio uno specchio che cadeva per terra e andava in frantumi.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. IV (1889), p. 327. Vedi la pagina
Friuli
In Friuli erano presagio di prossima sventura un quadro che cascava e la rottura di uno specchio.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 693. Vedi la pagina
Canavese (Piemonte)
Nel Canavese, tra i segni di sventura e di malanni, si contavano una saliera rovesciata, uno specchio rotto e un’ampolla d’olio infranta.
Fonte: Gaetano Di Giovanni, Usi, credenze e pregiudizi del Canavese (1889), p. 123. Vedi la pagina
Abruzzo
A Lanciano e a Vasto si diceva che chi si specchiava di notte avrebbe visto il diavolo nello specchio.
Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 222. Vedi la pagina
Per riflettere
Dopo un piccolo incidente, che cosa ti aiuta a rallentare prima di combinarne un altro?