Everyday Omens

Vino versato

In Abruzzo l’olio versato faceva temere disgrazie, ma il vino rovesciato era di buon augurio. Ai pranzi di nozze lo sposo a volte arrivava a tirare la tovaglia, perché rotture e vino versato portavano bene.

Che cosa può significare

Il racconto abruzzese di Finamore descrive un pranzo di nozze che oggi farebbe impallidire qualunque padrone di casa. Mentre la festa si scaldava, dalla porta e dalla finestra si buttava fuori qualche stoviglia, e a volte lo sposo sollevava un lembo della tovaglia e mandava giù tutto quello che c’era sopra, perché rotture e vino versato erano di buon augurio. Forse la casa mostrava così di avere abbastanza da potersi permettere un po’ di spreco. Nelle feste vere, prima o poi, la tovaglia conta meno di chi ci siede intorno.

A seconda di come l’hai visto

Un bicchiere rovesciato a cena

È l’incidente più comune a una tavola affollata. In Abruzzo, dove l’olio versato faceva temere disgrazie, il vino rovesciato era invece di buon augurio: un identico gesto maldestro, con il significato opposto.

Al pranzo di nozze

Ai matrimoni abruzzesi le rotture e il vino versato erano segni benauguranti, al punto che lo sposo poteva tirare la tovaglia con tutto quello che c’era sopra. Oggi basta un brindisi un po’ troppo energico per far ridere la tavolata.

Un augurio di nozze

Nella Terra d’Otranto di fine Ottocento il vino versato durante il pasto era un lieto augurio, e più precisamente annunciava uno sposalizio: un piccolo incidente di tavola diventava la promessa di una festa.

Perché succede in natura

Il vino si rovescia facilmente perché i bicchieri a stelo hanno il baricentro alto e la base stretta, e a tavola si gesticola. Le macchie di vino rosso sono difficili da togliere perché i pigmenti dell’uva aderiscono rapidamente ai tessuti. A differenza dell’olio, in passato più prezioso e difficile da recuperare, il vino era abbondante in molte famiglie contadine.

Che cosa dicono le credenze popolari

Sicilia

In Sicilia il vino versato per terra era tra gli auguri fausti.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. IV (1889), p. 327. Vedi la pagina

Abruzzo

In Abruzzo si temevano disgrazie se l’olio si versava per terra o se cadeva il sale; invece era di buon augurio se si versava del vino.

Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 22. Vedi la pagina

Abruzzo

Ai pranzi di nozze abruzzesi, quando il brio della tavola cominciava, si buttava fuori dall’uscio o dalla finestra qualche stoviglia, e lo sposo a volte sollevava un lembo della tovaglia e mandava giù tutto: le rotture e il vino versato, a un banchetto di nozze, erano di buon augurio.

Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 50. Vedi la pagina

Terra d’Otranto (Puglia)

In Terra d’Otranto, tra le superstizioni della mensa, il vino versato voleva dire lieto augurio, e propriamente sposalizio.

Fonte: Giuseppe Gigli, Superstizioni, pregiudizi e tradizioni in Terra d’Otranto (1893), p. 23. Vedi la pagina

Per riflettere

In quale occasione riesci a lasciar perdere l’ordine per goderti la festa?