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Vedere un arcobaleno

In Sicilia e in Friuli i colori dell’arcobaleno predicevano il raccolto: il giallo il grano, il rosso il vino, il verde l’olio o il foraggio. «Arcu di Nuè, tempu leggiu è», si diceva a Nicosia.

Che cosa può significare

Per i contadini siciliani l’arcobaleno era una tabella del raccolto: il giallo diceva grano, il rosso mosto, il verde olio, e dal colore più vivo si capiva che cosa sarebbe abbondato. In Friuli si leggeva allo stesso modo il primo arcobaleno di primavera. Era un modo di guardare il cielo con in testa il proprio campo: prima ancora di parlare di pioggia, l’arcobaleno parlava di grano, di vino e d’olio.

A seconda di come l’hai visto

Dopo il temporale

«Arcu di Nuè, tempu leggiu è»: a Nicosia l’arcobaleno prometteva che il maltempo non sarebbe stato forte. È uno dei pochi presagi che coincidono con ciò che accade, perché compare quando la pioggia si allontana e torna il sole.

Dove sembra toccare terra

In Sicilia c’era chi scavava dove poggiava l’arcobaleno sperando di trovare oro o ambra, e in Friuli una donna di Gemona correva con due secchi a raccoglierne i colori. L’arcobaleno però si sposta con chi lo guarda: nessuno arriva mai al suo piede.

Doppio arcobaleno

A volte sopra il primo ne compare un secondo, più pallido e con i colori invertiti, nato da un doppio riflesso dentro le gocce. Chi lo vede di solito si ferma e chiama qualcuno: è uno spettacolo che viene voglia di condividere.

Perché succede in natura

L’arcobaleno si forma quando la luce del sole entra nelle gocce di pioggia, si rifrange e si riflette, separandosi nei colori. Si vede solo con il sole alle spalle e la pioggia davanti, e ha sempre il rosso all’esterno. Poiché dipende dalla posizione di chi guarda, non ha un punto d’arrivo raggiungibile.

Che cosa dicono le credenze popolari

Sicilia

In Sicilia si diceva «Arcu di Nuè, tempu leggiu è»: dopo l’arcobaleno il maltempo non sarebbe stato forte. I colori indicavano grano (giallo), mosto (rosso) e olio (verde), e il colore prevalente prediceva il raccolto più abbondante.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 56. Vedi la pagina

Sicilia

In Sicilia si credeva che, scavando dove si posava un’estremità dell’arcobaleno, si trovasse un pezzo d’oro o d’ambra; a Nicosia una lavandaia mandò il figlio a scavare in un letamaio.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 56. Vedi la pagina

Friuli

In Friuli il primo arcobaleno di primavera dava il pronostico dell’annata: se predominava il verde ci sarebbe stato foraggio in abbondanza, se il rosso vino generoso, se il giallo un ricco raccolto di granoturco.

Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 115. Vedi la pagina

Per riflettere

Se il tuo anno fosse un arcobaleno da leggere come un raccolto, quale colore vorresti vedere più vivo?