Everyday Omens

Vedere un merlo

Nel Bellunese e in Romagna il canto del merlo anticipava la primavera. In Romagna, però, al garzone che cantava la fine dell’inverno il padrone rispondeva di non farsi ingannare: poteva essere un altro uccello.

Che cosa può significare

Placucci racconta un botta e risposta romagnolo di fine inverno. Il garzone canta che il merlo ha preso a cantare e che l’inverno è finito; il padrone ribatte che forse quello non è il merlo, e che chi crede finito l’inverno troppo presto è uno sciocco. In due strofe c’è tutta la tensione tra l’entusiasmo di chi vuole ripartire e la prudenza di chi ha visto tornare il freddo. Il merlo che canta all’alba di febbraio dà ragione a tutti e due: la primavera si prepara davvero, ma il freddo non ha ancora finito.

A seconda di come l’hai visto

Canta all’alba sul tetto

Il merlo maschio canta dai punti alti, tetti e antenne, già alla fine dell’inverno, alle prime luci e a sera. Nel Bellunese la vivacità di quel canto era la promessa della primavera vicina.

Un merlo bianco

Nel Bellunese si chiamava «merlo bianco» un uomo veramente onesto, raro come la varietà chiara della specie. Esistono davvero merli con macchie o piume bianche, per una mancanza di pigmento: rari, ma non impossibili.

La femmina marrone

Non tutti i merli sono neri: la femmina è bruna, con il petto macchiettato, e passa più inosservata. Dei due, a covare le uova in silenzio è proprio quella meno vistosa.

Perché succede in natura

Il merlo (Turdus merula) è comune in giardini, parchi e campagne. Il maschio è nero con il becco giallo-arancio, la femmina bruna. Comincia a cantare già a fine inverno per difendere il territorio, e in città lo si può sentire anche di notte vicino ai lampioni.

Che cosa dicono le credenze popolari

Belluno (Veneto)

Nel Bellunese si diceva che il merlo desse l’annuncio della prossima primavera con la vivacità del suo canto; di un uomo veramente onesto si diceva che era un «merlo bianco», rarissima varietà della specie.

Fonte: Angela Nardo Cibele, Zoologia popolare veneta, specialmente bellunese (1887), p. 97. Vedi la pagina

Romagna

In Romagna, a fine inverno, i garzoni cantavano che il merlo aveva preso a cantare e l’inverno era finito; il padrone rispondeva che poteva essere un altro uccello, il «ragione», il cui canto preannunciava invece l’inverno.

Fonte: Michele Placucci, Usi e pregiudizj dei contadini della Romagna (1818), a cura di G. Pitrè (1885), p. 187. Vedi la pagina

Per riflettere

In questo periodo ti senti più dalla parte di chi vuole ripartire o di chi teme che torni il freddo?