Everyday Omens

Gatto nero che attraversa la strada

A Roma, nei primi del Novecento, il gatto nero portava fortuna. In Sicilia la sua vista era tra i presagi di lutto in famiglia. Lo stesso animale che ti taglia la strada riceveva due verdetti opposti.

Che cosa può significare

Tra Roma e la Sicilia il gatto nero cambiava fama: per i romani di Zanazzo portava fortuna, per i siciliani di cui scrive Pitrè la sua vista era un cattivo presagio. Nessuna delle due tradizioni aveva ragione, ma ognuna trasmetteva la sua versione ai figli. Un gatto nero che taglia la strada, in fondo, sta solo andando dalla sua parte: le paure che gli si appiccicano addosso le portiamo noi, ereditate da chi ci ha cresciuti.

A seconda di come l’hai visto

Davanti alla macchina, di sera

Di sera un gatto scuro si vede appena e compare all’improvviso nei fari. Lo spavento è reale, ma nasce dalla visibilità, non dalla sorte. Il gatto, intanto, sta solo tornando a casa per la sua strada.

Si avvicina e miagola

A Roma il miagolio del gatto era di buon augurio. Un gatto nero che si avvicina e chiede attenzione ribalta l’immagine dell’animale del malaugurio: è solo qualcuno che ha deciso di fidarsi.

Le storie friulane di streghe

Nelle storie friulane il diavolo prendeva a volte l’aspetto di un grosso gatto nero. Eppure la stessa raccolta ricorda che chi ammazzava un gatto si tirava addosso disgrazie: anche lì, l’animale andava rispettato.

Perché succede in natura

Il mantello nero dipende da una variante genetica comune nel gatto domestico, il melanismo. I gatti sono attivi soprattutto nelle ore di luce incerta, quando attraversano strade e cortili per cacciare o tornare a casa, e di sera un pelo scuro si distingue a fatica.

Che cosa dicono le credenze popolari

Roma

A Roma si diceva che il gatto nero portasse fortuna e che il miagolio del gatto fosse di buon augurio.

Fonte: Giggi Zanazzo, Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma (1908), p. 157. Vedi la pagina

Sicilia

In Sicilia, tra i presagi di morte in famiglia, si contava anche la vista di un gatto nero, insieme all’ululato notturno di un cane.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. II (1889), p. 202. Vedi la pagina

Friuli

In Friuli si credeva che il diavolo prendesse talvolta l’aspetto di un grosso gatto nero, e che chi ammazzava un gatto si tirasse addosso disgrazie.

Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 264. Vedi la pagina

Per riflettere

Quale paura ricevuta in eredità potresti lasciar passare, senza cambiare strada?