Vedere una volpe
Nel Bellunese la volpe passava per uno degli animali in cui il diavolo amava nascondersi, e in Friuli la si temeva per i pollai. Vederla oggi ai margini di un paese è l’incontro con un animale che si è adattato a noi.
Che cosa può significare
Una storia bellunese racconta di due cacciatori che, in un giorno di festa, rinunciarono alla messa per inseguire una volpe sul monte Serva. La presero, ma mentre la portavano a casa diventò sempre più pesante, come fatta di piombo, finché dovettero posarla e la videro sparire in fuoco e fiamme. Lasciando da parte il diavolo, il racconto parla di un trofeo che pesa più del previsto. Certe conquiste si rivelano pesanti solo a metà strada, quando ormai le si sta portando sulle spalle.
A seconda di come l’hai visto
Attraversa la strada di sera
La volpe si muove nelle prime ore del mattino e al calare della sera, e attraversa le strade di campagna nella luce dei fari. Un attimo, una coda folta, e sparisce. Alcuni incontri valgono proprio perché durano poco.
Ai margini del paese o in città
Le volpi frequentano sempre di più le periferie, dove trovano rifiuti e piccoli animali. Si sono adattate a noi più di quanto noi ci siamo accorti di loro.
Vicino al pollaio
In Romagna, quando si facevano i capponi, ai polletti si recitava un motto che li esortava a tornare subito all’aia se vedevano la volpe. Per chi alleva animali la volpe è ancora un pensiero concreto: la sua fama di furba nasce da notti di attesa paziente vicino a un recinto.
Perché succede in natura
La volpe rossa (Vulpes vulpes) vive in quasi tutta Italia, dalle montagne alle periferie delle città. È attiva soprattutto al crepuscolo e di notte e mangia piccoli roditori, insetti, frutta e rifiuti. In pieno inverno, nel periodo degli accoppiamenti, emette richiami acuti.
Che cosa dicono le credenze popolari
Belluno (Veneto)
Nel Bellunese si diceva che la volpe fosse uno degli animali sotto la cui forma il diavolo amava nascondersi.
Fonte: Angela Nardo Cibele, Zoologia popolare veneta, specialmente bellunese (1887), p. 156. Vedi la pagina
Belluno (Veneto)
Un racconto bellunese narra di due cacciatori che, in un giorno di festa, andarono dietro a una volpe invece di andare a messa: catturata, la volpe diventò pesante come il piombo e, posata a terra, sparì in fuoco e fiamme.
Fonte: Angela Nardo Cibele, Zoologia popolare veneta, specialmente bellunese (1887), p. 156–157. Vedi la pagina
Romagna
In Romagna, quando si facevano i capponi, ai polletti si recitava un motto che li avvertiva: se vedi la volpe, torna subito all’aia per metterti in salvo.
Fonte: Michele Placucci, Usi e pregiudizj dei contadini della Romagna (1818), a cura di G. Pitrè (1885), p. 156. Vedi la pagina
Friuli
In Friuli la volpe era temuta per i danni ai pollai; nei villaggi di montagna chi ne uccideva una la mostrava alle famiglie, che lo ricompensavano con uova o qualche moneta.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 299. Vedi la pagina
Per riflettere
Che cosa stai inseguendo, e quanto ti peserà portarlo fino in fondo?