Everyday Omens

Scopa dietro la porta

In Sicilia, si credeva, una scopa e un vaso di sale dietro la porta tenevano la strega a contarne fili e granelli fino all’alba; a Roma li si metteva fuori dell’uscio. Per i siciliani, però, dimenticarla lì spazzando portava male.

Che cosa può significare

La difesa più ingegnosa contro le streghe non le cacciava: le teneva occupate. In Sicilia, quando nasceva un bambino, dietro la porta si mettevano una scopa e un vaso pieno di sale; a Roma, nella notte del 23 giugno, la scopa e il barattolo del sale si lasciavano fuori dall’uscio. La strega che voleva entrare, si credeva, doveva prima contare tutti i fili della scopa e tutti i granelli, e a Roma, se sbagliava, ricominciava da capo. Il tempo finiva prima del conto (in Sicilia all’alba, a Roma a mezzanotte), e la casa restava tranquilla. Le regole cambiavano da un luogo all’altro, e in Sicilia la stessa scopa, dimenticata dietro l’uscio mentre si spazzava, diventava invece una minaccia.

A seconda di come l’hai visto

Dimenticata mentre si spazza

In Sicilia, mentre si spazzava una stanza, non si doveva lasciare la scopa dietro l’uscio, perché si credeva che entro il mese sarebbe morto qualcuno della famiglia. Anche una scopa lasciata in mezzo alla stanza, a metà lavoro, era ritenuta causa di disgrazia.

Di traverso sulla soglia

In Romagna, all’inizio dell’Ottocento, chi sospettava che una vecchia fosse una strega metteva una scopa di traverso sulla porta: se la donna la scavalcava, non era strega; se la sollevava prima di passare, sì.

Dietro l’uscio, dopo un parto

A Chieti, per proteggere la donna che aveva appena partorito, si metteva una scopa dietro l’uscio di casa, mentre sotto il suo cuscino finivano altri oggetti contro i malefici.

Due scope in croce

Per tenere le streghe del tutto lontane, i romani mettevano sulla porta di casa due scope incrociate: vedendo la croce, raccontavano, la strega fuggiva.

Perché succede in natura

Dietro la porta c’è uno degli angoli più comodi della casa per riporre una scopa: resta a portata di mano e fuori dai piedi. Le tradizionali scope di saggina sono fatte con le pannocchie di una varietà di sorgo, fibre sottili e fittissime come i granelli di un pugno di sale.

Che cosa dicono le credenze popolari

Sicilia

In Sicilia, quando nasceva un bambino, per paura della strega si mettevano dietro l’uscio un vaso pieno di sale e una scopa: la strega che li trovava doveva contare tutti i granelli e tutti i fili, e non le bastava il tempo prima del giorno.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. IV (1889), p. 102. Vedi la pagina

Sicilia

Secondo un’altra regola siciliana, spazzando una stanza non si doveva lasciare la scopa dietro l’uscio, altrimenti entro il mese sarebbe morto uno della famiglia.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. IV (1889), p. 324. Vedi la pagina

Roma

A Roma, nella notte fra il 23 e il 24 giugno, prima di uscire si metteva fuori della porta la scopa con il barattolo del sale: la strega non poteva entrare se prima di mezzanotte non aveva contato tutti i fili della scopa e tutti i granelli, e se sbagliava ricominciava da capo.

Fonte: Giggi Zanazzo, Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma (1908), p. 197. Vedi la pagina

Romagna

In Romagna, per scoprire una strega, al venire di una vecchia sospetta si attraversava la porta di casa con una scopa: se non era strega la scavalcava, se lo era la sollevava prima di passare.

Fonte: Michele Placucci, Usi e pregiudizj dei contadini della Romagna (1818), a cura di G. Pitrè (1885), p. 160. Vedi la pagina

Chieti (Abruzzo)

A Chieti, per difendere dai malefici delle streghe la donna che aveva appena partorito, si metteva una granata, cioè una scopa, dietro l’uscio di casa.

Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 69. Vedi la pagina

Per riflettere

Quale piccolo ostacolo potresti mettere tra te e ciò che, senza bussare, ti ruba tempo ed energie?