Tagliare le unghie di venerdì
In Friuli e in Abruzzo il venerdì era tra i giorni in cui non ci si tagliava le unghie. Ogni regione aveva però il suo calendario: in Friuli il lunedì portava macchioline bianche, in Abruzzo i giorni con la r le pellicine.
Che cosa può significare
Nelle raccolte di fine Ottocento il taglio delle unghie, un gesto di pochi minuti, aveva un calendario tutto suo. In Friuli il venerdì era ritenuto pericoloso, il lunedì era accusato di far crescere le unghie macchiate di bianco, e conveniva badare anche alla luna. In Abruzzo il venerdì non si toccavano né i capelli né le unghie, e a chi le tagliava nei giorni con la r, si credeva, venivano le pellicine. A Tegiano lo si evitava il 24 giugno. I divieti non coincidevano mai del tutto, ma tutti davano a una piccola cura del corpo un momento scelto apposta. Oggi le unghie si tagliano quando capita, ed è questo a rendere curiose le vecchie regole: un gesto qualunque diventava un appuntamento.
A seconda di come l’hai visto
Il venerdì sera, prima del fine settimana
È il momento in cui molti si sistemano le unghie, a casa, dopo una settimana di lavoro. Per i friulani di Ostermann era invece una delle cose da non fare di venerdì, come cucire o mettere le uova a covare.
Di lunedì
In Friuli, si credeva, chi si tagliava le unghie di lunedì se le sarebbe viste crescere piene di quelle macchioline biancastre che lì si chiamavano «bausiis». Il lunedì, del resto, non piaceva nemmeno per sposarsi.
Con la luna calante
Per i friulani le unghie tagliate nell’ultimo quarto di luna ricrescevano molto lentamente. Ostermann scherzava che, per questo, gli strozzini le tagliavano sempre a luna nuova.
Il 24 giugno
A Tegiano, nel Salernitano, il 24 giugno, festa del Battista, unghie e capelli non si tagliavano.
Perché succede in natura
Le unghie delle mani crescono di circa tre millimetri al mese, quelle dei piedi più lentamente. Il ritmo cambia con l’età e da persona a persona, ma non con il giorno della settimana né con le fasi della luna.
Che cosa dicono le credenze popolari
Friuli
In Friuli, tra le cose da evitare di venerdì, si diceva che fosse pericoloso tagliarsi le unghie, come partire per un viaggio o cominciare un lavoro.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 59. Vedi la pagina
Abruzzo
In Abruzzo il venerdì le donne non dovevano pettinarsi, e in quel giorno non ci si doveva nemmeno tagliare le unghie.
Fonte: Gennaro Finamore, Credenze, usi e costumi abruzzesi (1890), p. 58. Vedi la pagina
Friuli
In Friuli non bisognava tagliarsi le unghie di lunedì, altrimenti sarebbero cresciute piene di macchioline biancastre, dette «bausiis».
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 58. Vedi la pagina
Abruzzo
Le pellicine intorno alle unghie, le «carpinelle», venivano secondo gli abruzzesi a chi si tagliava le unghie nei giorni con la r.
Fonte: Antonio De Nino, Usi e costumi abruzzesi, vol. II (1881), p. 68. Vedi la pagina
Tegiano (Campania)
A Tegiano, il 24 giugno, giorno del Battista, si riteneva che non si dovessero tagliare né le unghie né i capelli.
Fonte: Gaetano Amalfi, Tradizioni ed usi nella penisola sorrentina (1890), p. 73. Vedi la pagina
Per riflettere
Quale piccolo gesto di cura per te meriterebbe un momento fisso nella settimana?