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Aglio appeso alla porta

Ai friulani pareva che l’odore dell’aglio dispiacesse alle streghe e al diavolo, e in Terra d’Otranto uno spicchio, si diceva, difendeva dall’invidia. In Sicilia, invece, si raccontava che l’aglio attirasse le streghe in volo.

Che cosa può significare

Le raccolte di fine Ottocento parlano poco di trecce d’aglio appese alla porta e molto di gesti di cucina. In Friuli si strofinavano con l’aglio i tegami e le pignatte nuove, perché i cibi che vi si preparavano restassero al riparo dalle malie, e con l’aglio si passavano anche le forbici prima di tosare per la prima volta un bambino o una pecora. L’odore che metteva in fuga serpi, streghe e diavolo era lo stesso che riempiva la cucina ogni giorno: la difesa si preparava insieme al pranzo. Non tutti la pensavano così: secondo una credenza siciliana l’aglio attirava le streghe invece di allontanarle.

A seconda di come l’hai visto

Una treccia vicino all’ingresso

Le trecce d’aglio si conservano bene appese in un luogo fresco e arieggiato, ed è facile trovarle vicino a una porta o a una finestra. In Terra d’Otranto uno spicchio d’aglio era considerato una buona difesa contro i mali dell’invidia.

In tasca, contro il malocchio

A Montevago chi temeva di essere stato colpito dal malocchio portava addosso un pezzetto di stoffa rossa, una palla di piombo, un po’ di sale e un aglio, e così non aveva più paura di nulla.

Il primo giorno di maggio

In Sicilia, se il primo di maggio la giornata prendeva una brutta piega, i contadini gridavano che i diavoli erano nell’aria e correvano a mangiare aglio crudo, il cui odore, si credeva, li faceva fuggire lontano.

Un richiamo per le streghe

In Sicilia circolava anche la credenza opposta: l’aglio aveva la forza di attirare le streghe, e se una di loro, in volo, ne sentiva l’odore, era costretta a correre verso di esso.

Perché succede in natura

L’odore dell’aglio nasce quando lo spicchio viene tagliato o schiacciato: un enzima trasforma una sostanza inodore, l’alliina, in allicina e in altri composti solforati molto pungenti. Gli spicchi interi, appesi in trecce all’asciutto, si conservano per mesi e hanno un odore molto più leggero.

Che cosa dicono le credenze popolari

Friuli

In Friuli si diceva che le serpi fuggissero l’odore dell’aglio, che dispiaceva anche alle streghe e al diavolo; con l’aglio si strofinavano le pignatte nuove, perché i cibi restassero al riparo dalle malie, e le forbici prima di tosare per la prima volta bambini e pecore.

Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 176. Vedi la pagina

Montevago (Sicilia)

A Montevago chi era stato preso d’occhio da qualcuno si metteva addosso una pezzolina rossa, una palla di piombo, un pezzo di sale e un aglio, e non aveva più paura di nulla; in Sicilia si diceva anche che il diavolo scappasse al puzzo dell’aglio.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 230. Vedi la pagina

Terra d’Otranto (Puglia)

In Terra d’Otranto si diceva che uno spicchio d’aglio fosse sempre una buona difesa contro i mali dell’invidia.

Fonte: Giuseppe Gigli, Superstizioni, pregiudizi e tradizioni in Terra d’Otranto (1893), p. 26. Vedi la pagina

Sicilia

In Sicilia si credeva anche che l’aglio avesse la forza di attirare le streghe: se una di loro, volando, ne sentiva l’odore, era costretta a correre verso di esso.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. IV (1889), p. 109–110. Vedi la pagina

Sicilia

In Sicilia, il primo di maggio, quando la giornata prendeva una brutta piega, i contadini dicevano che i diavoli erano nell’aria e correvano a mangiare aglio crudo, il cui odore li metteva in fuga.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 70. Vedi la pagina

Per riflettere

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