Bruco in casa
Per i friulani il bruco che cammina a compasso, se cadeva addosso a qualcuno, gli prendeva le misure. Nel Monferrato il bruco del macaone era odiatissimo, e quando lo si vedeva bisognava sputargli contro tre volte.
Che cosa può significare
Il bruco delle falene geometre cammina in un modo che pare inventato per le leggende: avvicina la coda alla testa, si inarca, poi si allunga di nuovo, come un compasso o un metro da sarto. Per i friulani, caduto addosso a qualcuno, ne prendeva le misure. Essere misurati da altri, del resto, mette a disagio ancora oggi. Il bruco, intanto, non misura nessuno: avanza nell’unico modo che conosce, una piega alla volta, con il suo passo.
A seconda di come l’hai visto
Caduto da un ramo sulla spalla
D’estate capita che un bruco si cali da un ramo lungo un filo di seta e finisca su una spalla o tra i capelli: è il suo modo di spostarsi o di sfuggire a un uccello. I bruchi delle geometre, che si muovono ad arco, lo fanno volentieri. In Friuli, se a cadere addosso era quello «a compasso», la cosa non si prendeva alla leggera.
Peloso, in fila sui pini
Le processionarie scendono dai pini in file ordinate tra fine inverno e primavera. Qui la prudenza è giustificata: i loro peli sono urticanti per le persone e pericolosi per cani e gatti, e non vanno toccati né raccolti.
Verde e arancio sul finocchio
Sul finocchio, sulla carota e sul prezzemolo dell’orto si trova a volte il bruco del macaone, verde con anelli neri e puntini arancio; se disturbato, tira fuori due cornetti arancioni che emanano un odore forte. Nel Monferrato era odiatissimo, e quando lo si vedeva bisognava sputargli contro tre volte per togliere il cattivo augurio.
Sulle piante del balcone
Un bruco verde sui gerani o sui cavoli del balcone è quasi sempre la larva di una farfalla del posto. Nel Monferrato si diceva che i bruchi si vedessero di più quando stava per piovere, insieme a rospi e lumache.
Perché succede in natura
I bruchi sono le larve di farfalle e falene: mangiano foglie per settimane, crescono cambiando pelle più volte e poi si trasformano in crisalide. In casa arrivano di solito con le piante, la frutta o il vento, oppure cercano un angolo riparato dove impuparsi. Alcune specie, come la processionaria del pino, hanno peli urticanti.
Che cosa dicono le credenze popolari
Friuli
In Friuli si diceva che il bruco della falena geometra, se per caso cadeva addosso a una persona, col suo movimento le misurasse la lunghezza della bara; se riusciva a percorrere tutto il corpo, la persona sarebbe morta entro un anno e un giorno.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 256–257. Vedi la pagina
Carpeneto d’Acqui (Piemonte)
A Carpeneto d’Acqui il bruco era odiato, forse per la sua forma che ricordava la serpe, e si diceva che nei bruchi e nei rospi passassero le anime dei cattivi.
Fonte: Giuseppe Ferraro, Superstizioni, usi e proverbi monferrini (1886), p. 30. Vedi la pagina
Monferrato (Piemonte)
Nel Monferrato il bruco del macaone, chiamato «peisirvin», era odiatissimo: quando lo si vedeva bisognava sputargli contro tre volte per togliere il cattivo augurio.
Fonte: Giuseppe Ferraro, Superstizioni, usi e proverbi monferrini (1886), p. 30. Vedi la pagina
Monferrato (Piemonte)
Nel Monferrato si diceva che, quando stava per piovere, si vedessero in giro più facilmente bruchi, rospi e lumache.
Fonte: Giuseppe Ferraro, Superstizioni, usi e proverbi monferrini (1886), p. 30. Vedi la pagina
Per riflettere
Con quale metro misuri i tuoi progressi, e da chi l’hai ricevuto?