Coccinella in casa
In Abruzzo la coccinella era messaggera d’amore. In Sicilia aveva nomi di santi e i bambini la lasciavano salire sul dito finché non spiccava il volo. Trovarla in casa era una visita gradita.
Che cosa può significare
Il gioco dei bambini siciliani era sempre lo stesso: far salire la coccinella da un dito all’altro, come su una scala, finché in cima apriva le ali e volava via. Nessuno la lanciava: si aspettava. È un’immagine precisa della pazienza che serve con ciò che non si può trattenere. Accompagnare qualcosa fino alla punta del dito, senza spingerlo, è più difficile di quanto sembri: la coccinella parte solo quando ha scaldato le ali.
A seconda di come l’hai visto
Sul dito, prima di volare
In Sicilia la si faceva passare da dito a dito; a Palermo intanto si diceva «Vola vola, Santu Nicola». Arrivata in cima, prima di partire si ferma un attimo: è lì che apre le elitre e prepara le ali.
Immobile sul palmo
Nel Bellunese i bambini la tenevano sul palmo, dove si fingeva morta per difendersi. Bastava aspettare qualche istante e riprendeva a camminare sulla mano, come se nulla fosse successo.
Tante coccinelle in casa d’autunno
Con il freddo alcune specie, come la coccinella asiatica, entrano in gruppo nelle case per svernare negli angoli delle finestre. Non è un’invasione: cercano soltanto un posto tranquillo dove aspettare la primavera.
Perché succede in natura
La coccinella dai sette punti (Coccinella septempunctata) è la più conosciuta, ma in Italia vivono decine di specie con colori e disegni diversi. Mangiano afidi e sono preziose negli orti. Se disturbate, si fingono morte e rilasciano un liquido giallo dal sapore sgradevole.
Che cosa dicono le credenze popolari
Abruzzo
In Abruzzo si diceva che la coccinella fosse nunzia d’amore.
Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 31. Vedi la pagina
Sicilia
In Sicilia la coccinella aveva nomi come Santa Nicola a Palermo e gaddinedda di lu Signuri; a Montevago e Termini si diceva che, se chiara, accendesse la lampada davanti a Dio e, se scura, davanti al diavolo, e quella scura si mandava via.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 336. Vedi la pagina
Belluno (Veneto)
Nel Bellunese le coccinelle erano chiamate Ave Marie e in Cadore cavalier del Signor: erano rispettate e amate per il nome che portavano, e i bambini le tenevano sul palmo recitando una filastrocca.
Fonte: Angela Nardo Cibele, Zoologia popolare veneta, specialmente bellunese (1887), p. 8–9. Vedi la pagina
Per riflettere
Che cosa stai accompagnando verso la partenza, e riesci ad aspettare che voli da sé?