Scorpione in casa
In Friuli lo scorpione si credeva velenosissimo, ma la sua comparsa era indizio di pioggia e perfino dell’arrivo di denari. Le sue punture, si diceva, erano più pericolose nei mesi senza la «r».
Che cosa può significare
I friulani avevano una regola precisa: le punture dello scorpione erano più pericolose nei mesi in cui non c’è la erre, cioè maggio, giugno, luglio e agosto, e soprattutto nei giorni della canicola. Più che una legge della natura, era un modo di concentrare la prudenza nella stagione giusta. Lo scorpione si vede davvero di più d’estate, nelle sere calde, e una paura che dura tutto l’anno stanca più di un’attenzione limitata a pochi mesi. Sapere quando stare in guardia permette, nel resto dell’anno, di guardare un muro senza cercarci per forza un pericolo.
A seconda di come l’hai visto
Sul muro, di notte
Gli scorpioni italiani escono di notte dalle fessure dei muri e delle pietre per cacciare piccoli insetti. Trovarne uno sulla parete della camera, d’estate, è l’incontro più frequente: di solito è entrato da una crepa o da una finestra lasciata aperta.
Prima di un temporale
In Friuli la comparsa degli scorpioni era indizio di pioggia vicina. Gli scorpioni escono soprattutto nelle notti calde e umide, frequenti prima dei temporali estivi.
Sotto una brocca d’acqua
A Palermo si credeva che le foglie di basilico messe sotto una brocca d’acqua generassero scorpioni. Era un modo di spiegare la loro comparsa improvvisa: in realtà amano gli angoli freschi e umidi, come quelli dove si tenevano le brocche.
Un annuncio di denari
Per i friulani lo scorpione che compariva in casa era anche di buon augurio, indizio che sarebbero arrivati denari. La stessa raccolta, però, lo contava fra le bestie di malaugurio e diceva che il diavolo ne prendeva molte volte la forma.
Perché succede in natura
In Italia vivono soprattutto piccoli scorpioni del genere Euscorpius, lunghi pochi centimetri e di colore scuro. Sono notturni, si nascondono nelle fessure dei muri e sotto i sassi e mangiano piccoli insetti. La loro puntura è dolorosa ma di solito paragonabile a quella di un’ape; sotto la luce ultravioletta il loro corpo diventa fluorescente.
Che cosa dicono le credenze popolari
Friuli
In Friuli lo scorpione era ritenuto velenosissimo, e si diceva che le sue punture fossero più pericolose nei mesi in cui non entra la erre, maggio, giugno, luglio e agosto, soprattutto durante la canicola.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 281. Vedi la pagina
Friuli
In Friuli la comparsa degli scorpioni era indizio di prossima pioggia, ma anche di buon augurio, perché annunciava l’arrivo di denari. Si diceva pure che il diavolo prendesse molte volte la forma di scorpione.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 281. Vedi la pagina
Friuli
In Friuli gli scorpioni erano tra gli animali di cattivo augurio, insieme al pipistrello, al gufo, al corvo e ai rospi.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 245. Vedi la pagina
Palermo
A Palermo si credeva che le foglie di basilico messe sotto una brocca d’acqua generassero scorpioni.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 249. Vedi la pagina
Per riflettere
Quale prudenza ti porti dietro tutto l’anno, quando basterebbe in pochi momenti precisi?