Everyday Omens

Ape in casa

Per i romani l’ape in volo intorno a qualcuno era la messaggera di una buona notizia, e in Abruzzo un buon augurio. Una leggenda abruzzese spiega perché: fu l’unico insetto ad accorrere subito quando qualcuno ebbe bisogno.

Che cosa può significare

Una leggenda abruzzese racconta che la madre di tutti gli insetti, malata, mandò a chiamare la formica, occupata a riempire di grano la sua torre, e la cicala, che doveva cantare per i mietitori. Solo l’ape corse subito. Per questo fu benedetta, utile ai vivi con il miele e ai morti con la cera. Nella leggenda la differenza tra l’ape e le altre non sta nella bravura ma nella prontezza: c’erano scuse ragionevoli, e lei non le usò.

A seconda di come l’hai visto

Ti gira intorno

A Roma e in Abruzzo l’ape che ronzava intorno a una persona era un buon augurio. Di solito è attirata da un profumo o da un colore vivace, e riparte da sola dopo averti esaminato.

Uno sciame in primavera

In primavera le colonie si dividono e uno sciame può posarsi su un albero o una grondaia, in attesa che le esploratrici trovino una nuova casa. È uno dei rari momenti in cui si vede un’intera comunità decidere insieme dove trasferirsi.

Un’ape stanca sul davanzale

A volte un’ape resta immobile sul davanzale, a fine giornata o con il freddo: ha consumato le forze e aspetta di scaldarsi. Nel Bellunese si badava anche a quanto pungessero le api per capire se l’annata sarebbe stata ricca.

Perché succede in natura

Le api da miele arrivano dentro casa attirate da fiori, profumi o luce, oppure quando uno sciame cerca un nuovo riparo. Pungono solo se si sentono minacciate e, a differenza delle vespe, l’ape operaia muore dopo aver punto, perché il pungiglione resta nella pelle.

Che cosa dicono le credenze popolari

Roma

A Roma si diceva che un’ape che girava intorno a qualcuno portasse una buona nuova.

Fonte: Giggi Zanazzo, Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma (1908), p. 170. Vedi la pagina

Abruzzo

In Abruzzo l’ape che ronzava intorno a una persona era di buon augurio. Si raccontava che, chiamata dalla madre degli insetti malata, fosse accorsa subito mentre formica e cicala si scusavano: per questo fu benedetta, utile ai vivi con il miele e ai morti con la cera.

Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 233–234. Vedi la pagina

Belluno (Veneto)

Nel Bellunese si diceva che, se le api pungevano molto, l’annata sarebbe stata abbondante, e se erano molto tranquille ci sarebbe stata carestia.

Fonte: Angela Nardo Cibele, Zoologia popolare veneta, specialmente bellunese (1887), p. 5. Vedi la pagina

Per riflettere

Chi è arrivato senza scuse quando ne avevi bisogno, e chi aspetta ancora di veder arrivare te?