Sfinge testa di morto
In Friuli la sfinge testa di morto che entrava in casa di notte si vedeva con terrore ed era di cattivo augurio. Non bisognava però ucciderla: si cercava di cacciarla fuori, con calma.
Che cosa può significare
La regola friulana è sorprendente per la sua misura. La sfinge testa di morto entrava di notte, la si guardava con terrore, era di cattivo augurio; eppure non bisognava ucciderla, ma cacciarla fuori. Un grande spavento veniva trattato con riguardo: lo si accompagnava fuori. Anche la paura, così, aveva una regola: la si poteva provare tutta, purché non diventasse un gesto violento. Questa falena, del resto, in casa entra quasi sempre per sbaglio, attirata dalla luce.
A seconda di come l’hai visto
Sulla zanzariera, di notte
Attirata dalla luce, la sfinge può sbattere contro le finestre o entrare da quelle aperte. In Friuli si raccomandava di non ucciderla ma di farla uscire: spegnere la lampada e aprire la finestra di solito basta.
Quel segno sul dorso
Sul torace porta un disegno chiaro che ricorda un piccolo teschio, da cui viene il nome. È solo una macchia di colore, ma è bastata a darle per secoli la fama di messaggera di sventure.
La falena che squittisce
Se viene disturbata, la sfinge testa di morto emette un breve squittio, spingendo aria attraverso la spiritromba. È una delle poche falene capaci di produrre un suono udibile, e anche questo, di notte, ha contribuito alla sua fama.
Vicino agli alveari
Ha un debole per il miele: entra negli alveari per succhiarlo, resistendo in parte alle punture delle api. Gli apicoltori la conoscono bene, e la sua visita notturna ha molto più a che fare con lo zucchero che con le disgrazie.
Perché succede in natura
La sfinge testa di morto (Acherontia atropos) è una delle falene più grandi d’Europa. Giunge da noi dal continente africano con le migrazioni primaverili ed estive; i suoi bruchi, grandi e colorati, si nutrono soprattutto di patate e altre solanacee. Gli adulti volano di notte, sono attirati dalle luci e possono entrare negli alveari per nutrirsi di miele.
Che cosa dicono le credenze popolari
Friuli
In Friuli si vedeva con terrore entrare in casa, di notte, la sfinge dalla testa di morto, temuta come farfalla di cattivo augurio; non bisognava ucciderla, ma cercare di cacciarla fuori.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 273. Vedi la pagina
Per riflettere
Quale paura notturna potresti accompagnare alla porta, invece di combatterla?