Everyday Omens

Vedere una mantide religiosa

In Sicilia i bambini interrogavano la mantide religiosa: dalla zampa che muoveva capivano dove si trovava il padre lontano. A Catania uno dei suoi nomi era proprio «furtuna».

Che cosa può significare

A Sferracavallo, vicino a Palermo, un bambino con il padre lontano chiedeva alla mantide: «Mio padre è a Palermo?». Se l’insetto muoveva la zampa da quella parte, la risposta era sì. Dietro il gioco c’era una nostalgia vera, affidata a un animale che sembra sempre in ascolto. Una mantide immobile su un ramo, con la testa che segue ogni movimento, ha davvero l’aria di chi aspetta notizie da lontano. Per quel bambino la zampa alzata era una risposta; per chi la guarda oggi resta un piccolo gesto di attesa condivisa.

A seconda di come l’hai visto

Ferma su una pianta del balcone

La mantide resta immobile per ore, le zampe anteriori raccolte come in preghiera, in attesa che passi un insetto. Vederla così può ricordarti che anche aspettare è un modo di agire, quando si sceglie bene il posto.

Gira la testa e ti guarda

È uno dei pochi insetti che ruotano la testa per seguire con lo sguardo ciò che si muove. Quell’impressione di avere i suoi occhi addosso è reale. Per qualche secondo i ruoli si invertono, e sei tu l’oggetto della curiosità altrui.

Marrone in autunno

Non tutte le mantidi sono verdi: alcune sono brune o paglierine, e verso la fine dell’estate si confondono con l’erba secca. Lo stesso animale cambia colore secondo l’ambiente in cui vive, senza smettere di essere sé stesso.

Perché succede in natura

La mantide religiosa (Mantis religiosa) è comune nei prati e negli orti italiani, soprattutto tra la fine dell’estate e l’autunno. Le zampe anteriori sono fatte per afferrare le prede, e il nome viene dalla posizione che tiene mentre aspetta. È innocua per le persone.

Che cosa dicono le credenze popolari

Palermo

A Palermo i bambini chiedevano alla mantide se la madre filasse o tessesse, e capivano la risposta dal modo in cui l’insetto muoveva le zampe per liberarsi.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 324. Vedi la pagina

Sferracavallo (Palermo)

A Sferracavallo il bambino con il padre lontano chiedeva alla mantide se il padre fosse a Palermo: se l’insetto muoveva la zampa verso la città, era segno che il padre si trovava proprio là.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 324. Vedi la pagina

Sicilia

Tra i nomi siciliani della mantide c’erano mamma-cucchiara, mamma-fila e, a Catania, furtuna.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 324. Vedi la pagina

Per riflettere

Verso quale persona lontana va il tuo pensiero, in questi giorni?