Vespa o calabrone in casa
A Roma la vespa che ronzava attorno a qualcuno prometteva una «nova lesta», una notizia rapida. In Abruzzo il calabrone verde portava buon augurio a Sant’Eusanio del Sangro e nozze a Sulmona; quello nero no.
Che cosa può significare
Nella Roma di Zanazzo ogni insetto che ti girava intorno portava un tipo diverso di notizia, e alla vespa toccava la più rapida: «nova lesta». È un’immagine che descrive bene molte informazioni di oggi, che arrivano in fretta, pungono e se ne vanno. Una vespa in cucina, con il suo volo nervoso, ne è un ritratto fedele. La velocità di un messaggio non dice nulla della sua importanza.
A seconda di come l’hai visto
Una vespa vicino alla frutta
A fine estate le vespe cercano zuccheri e si avvicinano a frutta, bibite e marmellate. Più che per te sono lì per il piatto: è il dolce che le ha chiamate, non la tua presenza.
Un calabrone verde o nero
A Sant’Eusanio del Sangro il calabrone verde, se ti girava attorno o ti si posava addosso, portava buon augurio (a Sulmona addirittura una promessa di nozze), mentre quello nero era di cattivo augurio. Oggi si chiama spesso calabrone anche l’ape legnaiola, nera con riflessi viola, rumorosa ma poco incline a pungere.
Una regina in autunno
In autunno le nuove regine cercano un riparo per l’inverno e a volte entrano nelle case. Sono le uniche della colonia a sopravvivere fino alla primavera, e ognuna è un’ospite solitaria in cerca di un angolo tranquillo.
Perché succede in natura
Le vespe comuni e il calabrone europeo (Vespa crabro) vivono in colonie che durano una sola stagione. A fine estate le operaie cercano zuccheri e diventano più insistenti intorno al cibo. In autunno muoiono tutte tranne le nuove regine, che svernano al riparo e fondano una colonia in primavera.
Che cosa dicono le credenze popolari
Roma
A Roma si diceva che una vespa che girava intorno a qualcuno fosse annuncio di una «nova lesta», una notizia veloce.
Fonte: Giggi Zanazzo, Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma (1908), p. 170. Vedi la pagina
Sant’Eusanio del Sangro (Abruzzo)
A Sant’Eusanio del Sangro il calabrone verde che ronzava attorno a una persona o le si posava addosso era di buon augurio, e a Sulmona prometteva nozze; il calabrone nero, invece, era di cattivo augurio.
Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 234–235. Vedi la pagina
Per riflettere
Quale notizia veloce ti ha agitato di recente, e meritava davvero tutta quella reazione?