Moscone in casa
A Roma il moscone che ronzava per casa era il messaggero di una visita o di una notizia. Nella Valle Peligna, in Abruzzo, una specie di moscone, l’«aszone», portava buone nuove. Un ronzio fastidioso diventava un’attesa.
Che cosa può significare
Nella Roma raccontata da Zanazzo il moscone che ronzava intorno non era un fastidio da scacciare ma il messaggero di una visita. È un altro modo di ascoltare un rumore insistente: invece di chiederti come farlo smettere, chiederti chi potrebbe bussare. Quel ronzio in cucina, in fondo, tiene aperta la porta a un’attesa. A volte la casa è pronta per un ospite prima ancora di chi ci abita.
A seconda di come l’hai visto
Ti ronza vicino all’orecchio
Il ronzio accanto all’orecchio infastidisce perché è un suono che non si riesce a ignorare. Nella lettura romana era la notizia in arrivo: qualcosa che chiede ascolto prima ancora che si sappia che cosa sia.
Entra appena apri la porta
Il moscone entra seguendo gli odori della cucina e il calore. Nessuno lo invita, eppure trova sempre la strada. Può farti pensare a chi, invece, aspetta un invito esplicito per presentarsi.
Tante mosche d’estate
A Pettorano formiche e mosche numerose erano indizio di abbondanza. D’estate, quando le mosche aumentano, la vecchia lettura propone di guardare la stagione piena con occhi un po’ meno infastiditi.
Perché succede in natura
I mosconi più comuni sono quello blu (Calliphora) e quello verde (Lucilia). Sono attirati dagli odori di cibo e dal calore, entrano dalle porte aperte e volano verso la luce, per questo urtano i vetri. Il ronzio forte viene dal battito rapidissimo delle ali.
Che cosa dicono le credenze popolari
Roma
A Roma si diceva che vedersi girare intorno un moscone, o anche una farfalla, fosse annuncio di qualche notizia o di qualche visita.
Fonte: Giggi Zanazzo, Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma (1908), p. 97. Vedi la pagina
Valle Peligna (Abruzzo)
Nella Valle Peligna una specie di moscone, chiamata aszone, era ritenuta portatrice di buone notizie.
Fonte: Antonio De Nino, Usi e costumi abruzzesi, vol. II (1881), p. 154. Vedi la pagina
Abruzzo
In Abruzzo formiche e mosche numerose erano indizio di abbondanza (Pettorano), e molte pulci, mosche e uccelli erano segno di aria buona (Vasto).
Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 234. Vedi la pagina
Per riflettere
Quale fastidio ripetuto cambierebbe tono, se provassi ad ascoltarlo come un’attesa?