Foglie di alloro
Nel Palermitano e in qualche paese del Friuli un ramo d’alloro davanti alla porta era l’insegna di un’osteria, e a Carnevale chi si mascherava da mago si ornava di foglie di lauro. Si credeva anche che l’alloro tenesse lontani i fulmini.
Che cosa può significare
Un proverbio siciliano usa l’alloro per una lezione di sostanza: «Cchiù sosizza e menu addàuru», più salsiccia e meno alloro. Nella salsiccia arrosto si infilava una foglia tra un pezzo e l’altro, e il detto chiedeva meno apparenza e più carne. Un altro diceva «Pocu anciddi e assai addàuru», poche anguille e molto alloro, cioè tanto fumo e poco arrosto. Del resto l’alloro era anche l’insegna delle osterie, la corona dei poeti e l’ornamento delle feste: la pianta che si mette in vista. Una foglia d’alloro nella pentola, piccola e profumata, ricorda la giusta proporzione tra il condimento e il piatto.
A seconda di come l’hai visto
Un ramo sopra una porta
Nella provincia di Palermo un bel ramo d’alloro davanti a un uscio era sempre l’insegna di un’osteria o di una bottega di vino, e lo stesso uso si trovava in qualche paese del Friuli. Un vecchio proverbio siciliano avvertiva: «A putia vecchia nun circari addàuru», alla bottega vecchia non cercare l’alloro.
Sulla maschera da mago
A Carnevale, in Sicilia, le maschere dei maghi si cingevano la testa con corone d’alloro e se ne ornavano le vesti; in Friuli chi si travestiva da mago decorava di foglie di lauro la veste bianca e il cappellone a cono.
Durante un temporale
Per i friulani una pianta di alloro aveva il potere di allontanare il fulmine dalle case vicine, e anche in Sicilia le foglie d’alloro si contavano tra le difese contro i tuoni.
Una corona di laurea
La corona d’alloro dei laureati viene dall’antichità, quando con il lauro si incoronavano poeti e vincitori, e la parola «laurea» porta ancora il nome della pianta. Nel 1341 Petrarca fu incoronato poeta in Campidoglio.
Perché succede in natura
L’alloro (Laurus nobilis) è un albero sempreverde del Mediterraneo, coltivato anche come siepe. Le foglie contengono oli essenziali aromatici che si liberano quando vengono spezzate o scaldate, e per questo si usano in cucina anche secche. Le piante sono maschili o femminili, e solo quelle femminili producono le bacche nere.
Che cosa dicono le credenze popolari
Sicilia
In Sicilia l’alloro era il simbolo della poesia, sacro ai poeti popolari, ma anche di magia e negromanzia: a Carnevale le maschere dei maghi si cingevano il capo con corone d’alloro e se ne ornavano le vesti.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 254. Vedi la pagina
Nicosia (Sicilia)
A Nicosia si credeva che un ramoscello d’alloro messo nel letto respingesse l’incubo, immaginato come un folletto.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 254. Vedi la pagina
Friuli
In Friuli l’alloro era ritenuto una pianta propizia: se ne adornavano gli archi delle feste e le case, in qualche paese un ramo faceva da insegna d’osteria, e si credeva che una pianta di alloro allontanasse il fulmine dalle case vicine.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 217. Vedi la pagina
Sicilia
I siciliani dicevano «Cchiù sosizza e menu addàuru», più salsiccia e meno alloro, per chiedere meno apparenza e più sostanza: nella salsiccia arrosto si metteva una foglia d’alloro fra un pezzo e l’altro.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 256. Vedi la pagina
Sicilia
Tra le cose che in Sicilia preservavano dai tuoni c’erano anche le foglie d’alloro.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 65. Vedi la pagina
Per riflettere
In ciò che prepari o presenti agli altri, quanto spazio dai all’ornamento e quanto alla sostanza?