Everyday Omens

Vedere una lumaca

Per i siciliani tante chiocciole annunciavano un buon raccolto, e per i friulani, quando camminavano in fila, la pioggia. Da Palermo a Belluno i bambini cantavano filastrocche per far uscire le corna.

Che cosa può significare

Per far uscire le corna a una chiocciola, i bambini siciliani le cantavano filastrocche che sono un trattatello di persuasione. Alcune promettevano: «Nesci li corna, babbaluceddu», tira fuori le corna, chiocciolina, e ti darò pane e coltello. Altre la lusingavano chiamandola bella, altre ancora minacciavano l’arrivo della nonna con la canna o, sull’Etna, il fuoco e un pasto con pane e aglio. Cantilene simili si sentivano nel Bellunese e a Venezia, con parole diverse. La chiocciola, naturalmente, usciva quando si sentiva al sicuro. Trovarne una sul muretto dopo la pioggia può farti pensare a come ti comporti quando aspetti che qualcuno esca dal suo guscio.

A seconda di come l’hai visto

Sul muretto dopo la pioggia

Le chiocciole escono soprattutto la sera e dopo un acquazzone, quando l’aria è umida e possono muoversi senza seccarsi. Per i friulani, quando camminavano in fila una dietro l’altra, la pioggia era vicina.

Tante chiocciole nell’orto

Chi coltiva l’insalata le teme, ma in Sicilia tante chiocciole erano indizio di un buon raccolto. Chiocciole e raccolto, del resto, dipendono entrambi da un’annata piovosa.

Chiusa nel guscio d’estate

Con il caldo secco la chiocciola si ritira nel guscio e chiude l’apertura con una pellicola di muco indurito, l’epifragma, aspettando la pioggia. Può restare così per settimane, attaccata a un muro o a un palo.

Perché succede in natura

Chiocciole e lumache sono molluschi gasteropodi: le prime hanno il guscio, le seconde no. Hanno bisogno di umidità, perché scivolano su uno strato di muco e perdono acqua facilmente; per questo escono di notte e dopo la pioggia. Le «corna» sono tentacoli retrattili, e sui due più lunghi si trovano gli occhi.

Che cosa dicono le credenze popolari

Sicilia

Per i siciliani l’abbondanza delle chioccioline era indizio di un raccolto abbondante.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 308. Vedi la pagina

Friuli

Le chiocciole che camminavano in fila, secondo i friulani, predicevano la pioggia.

Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 252. Vedi la pagina

Palermo

A Palermo i fanciulli, per far allungare le corna a chiocciole e lumache, cantavano «Nesci li corna, babbaluceddu», promettendo pane e coltello; Pitrè annotò ventidue riscontri di queste cantilene in Italia.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 310. Vedi la pagina

Belluno e Venezia

Nel Bellunese i fanciulli stuzzicavano la chiocciola con un fuscello finché metteva fuori le corna, cantando «Bori bori, fora quatro corni»; a Venezia si diceva «Bovolo bovolo canariol, tira fora quatro corni».

Fonte: Angela Nardo Cibele, Zoologia popolare veneta, specialmente bellunese (1887), p. 131. Vedi la pagina

Per riflettere

Quando vuoi che qualcuno si apra, ti affidi alle promesse, alle pressioni o al tempo?