Cane che ulula di notte
Per i siciliani un cane che ululava di notte portava cattivo augurio, e a Roma il suo lamento era di malaugurio. In Friuli il cane che urlava «da lupo» con un malato in casa era temuto come presagio di morte.
Che cosa può significare
L’ululato è il verso che più avvicina il cane al lupo: non è rivolto a chi gli sta accanto, ma a chi è lontano. Forse anche per questo, nel silenzio della notte, colpiva tanto. In Sicilia un cane che ululava di notte era di cattivo augurio, a Roma il suo «cai, ccaì» portava malaugurio, e in Friuli il cane che urlava «da lupo» quando in casa c’era un malato faceva temere il peggio. Erano letture quasi sempre cupe. Sentirlo da una finestra aperta ricorda che cosa faccia davvero quell’animale: chiama qualcuno che non vede.
A seconda di come l’hai visto
Quando passa un’ambulanza
Molti cani ululano al suono delle sirene, che per tono somigliano a un ululato lontano: rispondono come risponderebbero a un altro cane. Di solito smettono appena la sirena si allontana.
Solo in casa, la sera
Un cane lasciato solo può ululare a lungo, chiamando le persone a cui è legato. Un ululato che arriva da un appartamento, la sera, può venire da un cane che aspetta il ritorno di qualcuno.
Un cane nero, di sera
Anche un cane nero visto o sentito di sera, per i siciliani, portava cattivo augurio; a Mazara, però, c’era chi lo considerava un annuncio di provvidenza e lo accoglieva con piacere.
Insieme agli altri cani del paese
Basta un ululato perché altri cani, nei cortili vicini, rispondano uno dopo l’altro. Il coro di solito si spegne da solo, quando nessuno ricomincia, e il paese torna silenzioso.
Perché succede in natura
I cani ululano per comunicare a distanza, come i lupi da cui discendono: per richiamare, rispondere ad altri cani o reagire a suoni acuti e prolungati come le sirene. Lo fanno anche quando restano soli e si sentono separati dalle persone di casa. Di notte l’ululato si sente di più perché intorno c’è meno rumore.
Che cosa dicono le credenze popolari
Sicilia
In Sicilia si diceva che un cane che ululava di notte fosse di cattivo augurio, e che lo fosse anche un cane nero, specialmente se visto o udito di sera o di notte; a Mazara, però, alcuni lo credevano un annuncio di provvidenza e lo accoglievano con piacere.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 455. Vedi la pagina
Friuli
Quando un cane urlava «da lupo» e in casa c’era un ammalato, i friulani ne temevano la morte vicina.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 258. Vedi la pagina
Roma
A Roma il cane che urlava «cai, ccaì» era considerato di malaugurio.
Fonte: Giggi Zanazzo, Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma (1908), p. 157. Vedi la pagina
Per riflettere
Chi vorresti raggiungere, anche da lontano, se la tua voce potesse arrivare fin lì?