Everyday Omens

Vedere le lucciole

In Sicilia la lucciola aveva nomi come «candelina del pecoraio» e «lanterna del poverello». In Friuli, quando lungo i fossi erano più fitte del solito, si diceva che il tempo stesse per cambiare.

Che cosa può significare

I nomi siciliani della lucciola dicono già molto: «candelina del pecoraio» a Palermo, «lanterna del poverello» a San Fratello, «luce del pecoraio» in altri paesi. Tutti la legavano a chi passava la notte all’aperto, senza altre luci. In Friuli le bambine ne chiudevano parecchie in una bottiglietta o in un velo bianco per farne un piccolo fanale. Oggi le lucciole si vedono soprattutto lontano dai lampioni, perché la luce artificiale copre i loro richiami luminosi. I presagi che le riguardavano cambiavano di paese in paese, dal cambio del tempo ai porri sulle mani. Una sera di giugno in un prato buio insegna la loro regola: per vederle bisogna spegnere qualcosa.

A seconda di come l’hai visto

In un prato a inizio estate

Tra fine maggio e luglio, nelle sere calde, i maschi della lucciola italiana volano bassi sui prati accendendo e spegnendo la loro luce, mentre le femmine rispondono dall’erba. È un dialogo luminoso, con un ritmo diverso per ogni specie.

Una luce ferma tra l’erba

Una luce verdastra che non si muove, sul bordo di un sentiero, è di solito la femmina di una lucciola che non vola: resta tra i fili d’erba e illumina l’addome per farsi trovare dai maschi.

Lungo i fossi, più numerose del solito

Quando lungo i fossi erano più fitte del solito, i friulani si preparavano a un cambio di tempo. A Lanciano e a Ortona, invece, chi le acchiappava rischiava, si diceva, di riempirsi le mani di porri: un buon motivo, per i bambini, per guardarle senza toccarle.

Perché succede in natura

Le lucciole sono coleotteri che producono una luce fredda con una reazione chimica nell’addome, tra una sostanza detta luciferina e un enzima, la luciferasi. In Italia sono comuni la lucciola italiana (Luciola italica), i cui maschi volano lampeggiando, e Lampyris noctiluca, la cui femmina non vola. L’illuminazione artificiale rende più difficile ai maschi trovare le femmine.

Che cosa dicono le credenze popolari

Sicilia

In Sicilia la lucciola aveva molti nomi legati al pecoraio: a Palermo era la candelina del pecoraio, a San Fratello la lanterna del poverello.

Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 337. Vedi la pagina

Friuli

Lucciole più fitte del solito lungo i fossi erano, per i friulani, l’annuncio di un mutamento del tempo; le bambine ne chiudevano parecchie in una bottiglietta o in un velo bianco per usarle come fanaletto.

Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 273. Vedi la pagina

Lanciano, Ortona e Celano (Abruzzo)

A chi acchiappava le lucciole, dicevano a Lanciano, a Ortona e a Celano, venivano i porri sulle mani.

Fonte: Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. II (1894), p. 192. Vedi la pagina

Per riflettere

Che cosa dovresti spegnere, per un po’, per accorgerti di una luce più piccola?