La luna rossa
Per i siciliani la luna rossa portava vento, per i romani pioggia o vento. In Friuli, invece, la luna rossa passava per un sicuro pronostico di guerra.
Che cosa può significare
Per i contadini siciliani il colore della luna era un bollettino: «Quannu la luna è pàlita, chiovi; quannu è russa fa ventu; quannu è chiara, fa sirinità». Pallida pioggia, rossa vento, chiara bel tempo. Nella lettura c’è un’intuizione giusta: il colore della luna dipende soprattutto dall’aria che sta tra noi e lei, dalla polvere, dall’umidità, dal fumo. Ostermann, riferendo la paura friulana della luna rossa, aggiungeva tra parentesi «per vapori della atmosfera». Una luna color rame sopra i tetti è un buon promemoria del fatto che ciò che vediamo passa sempre attraverso qualcosa.
A seconda di come l’hai visto
Appena sorta, all’orizzonte
La luna è più rossa quando si alza dietro i tetti o le colline: la sua luce attraversa uno strato d’aria più spesso, che disperde l’azzurro e lascia passare il rosso. Salendo nel cielo torna bianca.
Durante un’eclissi totale
Durante un’eclissi totale di luna il disco non sparisce ma diventa rosso scuro, perché lo raggiunge soltanto la luce del sole filtrata dall’atmosfera terrestre. È lo spettacolo che oggi si chiama «luna di sangue».
D’estate o d’inverno
A Noto la luna «infocata» d’estate prometteva caldo, mentre d’inverno, bianca, dava indizio di pioggia. A Roma, all’inizio del Novecento, la regola era più spiccia: «Quanno la luna è rossa, o ppiove o ssoffia».
Perché succede in natura
La luna appare rossa o arancione quando la sua luce attraversa molta atmosfera, come accade vicino all’orizzonte: le particelle dell’aria disperdono le lunghezze d’onda azzurre e lasciano passare quelle rosse. Polvere, fumo e umidità accentuano l’effetto. Nelle eclissi totali si arrossa per la luce solare filtrata dall’atmosfera terrestre.
Che cosa dicono le credenze popolari
Sicilia
In Sicilia si diceva: «Quannu la luna è pàlita, chiovi; quannu è russa fa ventu; quannu è chiara, fa sirinità», e anche «Russura, o ventu o muddura», rossore, o vento o pioggia.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 32. Vedi la pagina
Noto (Sicilia)
A Noto la luna, d’estate, era detta infocata e portava caldo, mentre d’inverno, bianca, dava indizio di pioggia.
Fonte: Giuseppe Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. III (1889), p. 32. Vedi la pagina
Roma
A Roma, tra i segni di pioggia, si ripeteva: «Quanno la luna è rossa, o ppiove o ssoffia».
Fonte: Giggi Zanazzo, Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma (1908), p. 147. Vedi la pagina
Friuli
In Friuli la luna rossa era ritenuta un sicuro pronostico di guerra; Ostermann annotava che il rosso dipendeva dai vapori dell’atmosfera.
Fonte: Valentino Ostermann, La vita in Friuli: usi, costumi, credenze, pregiudizi e superstizioni popolari (1894), p. 23. Vedi la pagina
Per riflettere
Che cosa sta, in questo periodo, tra te e le cose che guardi, e quanto ne cambia il colore?